mercoledì 7 settembre 2016

L'UNIVERSITÀ DELLA VITA (un raccontino semi-serio)

In un giorno qualsiasi, a Borgo San Praticillo, qualcuno suona al campanello dello studio di un architetto.

"Si, chi è?"
"Buongiorno, ho letto il suo annuncio, volevo consegnarle il mio curriculum..."
"Ah, va bene, lo lasci pure nella cassetta della posta."
"Preferirei portarglielo direttamente..."
"Veramente ho da fare."
"Solo un minuto!"
"Va bene, salga."

Una volta entrato nello studio...

"Ohhh, che bello studio, complimenti..."
"Grazie, ora comunque se volesse lasciarmi il curriculum, ho un po' di lavoro da sbrigare..."
"Si...comunque se avesse giusto due minuti potremmo parlare."
"Beh...io...ok dai, andiamo nella mia stanza!"

In fondo all'open space, dove tre persone stanno lavorando, si trova la stanza dell'architetto. Lui la apre, entra facendo segno all'altro di seguirlo e di accomodarsi.
Prende il curriculum, gli da un'occhiata.

"Dunque, io non vorrei risultare scortese, ma leggendo questo curriculum lei non mi pare il profilo adatto."
"Perché, scusi?"
"Beh, io starei cercando un tecnico quantomeno diplomato e con esperienza e lei non lo è. Mi scusi, lei è ingegnere?"
"No."
"Architetto?"
"Certo che no, detesto gli architetti!"
"Grazie, quindi non è laureato?"
"No, la mia università è quella della vita, insegna molto di più di tanti che si riempiono la bocca con la loro cultura! E poi ho rimesso casa da solo senza dare retta al tecnico che seguiva i lavori, un bel carciofo buono a nulla, lo sa?"
"Capisco...senta, quindi non è neanche diplomato?"
"No, però so tante cose."
"Si, ok, ma come le dicevo prima qui serve una determinata figura e lei non è la persona adatta. Almeno lo sa usare Autocad?"
"No!"
"Photoshop?"
"No!"
"Docfa?"
"No!"
"In internet ci sa navigare?"
"No, però ho facebook!"
"Outlook?"
"No!"
"Word? Pacchetto Office?"
"No!"
"Sa disegnare a mano?"
"No!"
"Fare un rilievo?"
"No!"
"Ma allora, perché è venuto qui? Lei non sa fare niente!"
"Si, però sono onesto!"
"Ahhhh...ok...guardi, non stiamo a perdere altro tempo. Se non è un problema l'accompagno alla porta, mi scusi ma ho un po' da fare!"
"Ecco, lo sapevo! Non c'è futuro per quelli onesti, in questo paese vanno avanti sempre e solo i raccomandati, quelli che fanno parte della kasta, è tutto un magna magna, e poi ci lamentiamo se il paese va a picco! Vergogna!"
"Eh, mi spiace. Arrivederci!"

mercoledì 22 giugno 2016

MA ALLORA, CHI VOLETE?

Ho cominciato a seguire la politica sin da piccolo, anche se non ho mai preso la tessera di un partito.
Ho sempre votato per la sinistra o per il centrosinistra e sono sempre andato a votare.
Ho visto nascere astri della politica italiana poi scomparsi nel dimenticatoio.
Ho visto politici vecchi quando ero ragazzo ed ora che ho quasi 42 anni li vedo sempre lì.
Ho visto domenica scorsa il centrosinistra perdere malamente la guida di 2 città importanti come Roma e Torino.
Bene, queste sono le premesse ma ciò che voglio scrivere è altro e riguarda una domanda che mi pongo da tempo e che da un paio di giorni è tornata prepotentemente a ronzarmi dentro:

MA L'ELETTORE DI SINISTRA - CENTROSINISTRA COSA VUOLE ESATTAMENTE?

Andiamo indietro nel tempo.
Il primo leader che ricordo è Enrico Berlinguer, un Politico che oggi giustamente rimpiangiamo vista la sua grandissima statura politica e morale. Ma all'epoca?

Berlinguer? Bravo, però sorpassato.
E poi ha sempre quella faccia da funerale.
Oh, poi sbagliò all'epoca del compromesso storico, fu troppo prudente!
Anni dopo fu la volta di Occhetto.
Ma come si permette di mandare in pensione il PCI?
Mica penserete che vinca contro uno come Berlusconi?
Ma non lo vedete che anche lui non è per niente telegenico?
Poi venne Prodi I.
No, io questo democristiano non lo voglio.
Certo che con lui possiamo vincere le elezioni.
Ma hai visto la faccia che fa quando parla?
Si bravo, però tentenna troppo sulle 35 ore!
Bravo Bertinotti, fallo cadere!
E fu così che arrivò D'Alema.
D'Alema dicci qualcosa di sinistra!
D'Alema come ti permetti di appoggiare l'intervento nella ex Jugoslavia?
Meno male che c'è Bertinotti!
Ma farà vincere Berlusconi se non si allea con il centrosinistra di Rutelli.
Pazienza, meglio stare all'opposizione che al governo con questi qua.
Il 2006 arrivò dopo 5 lunghi interminabili anni di governo berlusconiano.
E fu Prodi II.
No, ci voleva Veltroni, cosa candidate a fare Prodi?
Ma ha vinto le primarie!
Ma con quello non vinci!
Ha già vinto l'altra volta contro Berlusconi!
Ma ora perde, e poi non è telegenico, non buca il video.
Ci voleva Veltroni.
Veltroni arrivò nel 2008.
Perse di brutto contro Berlusconi.
2011: cade finalmente Berlusconi ma alle elezioni andiamo nel 2013.
Bersani? Con lui non vinci, ci vuole uno fresco come Renzi!
Ma ha vinto le primarie!
Si, ma non candidare Renzi è come sbagliare un gol a porta vuota!
Bersani fregato, arriva Letta.
Letta stai sereno.
Letta trombato, arriva Renzi.
Elezioni europee del 2014, Renzi stravince con il 40%.
Eh ma a me un partito che prende il 40% dei voti mica mi piace.
Ma nelle democrazie funziona così, un partito vince e governa, l'altro va all'opposizione.
Sarà, ma a me questa cosa puzza di dittatura.
Ma non volete un governo stabile che governi?
Si, ma non così, dalla sinistra voglio altro.
2016: Renzi ed il PD crollano nelle elezioni amministrative.
Bene, sono contento per te Renzi!

Sono andato più o meno a memoria citando le frasi che ricordavo, da cui la domanda che già mi sono posto e che rivolgo a voi elettori di sinistra - centrosinistra:

MA SI VUOL SAPERE CHI CAZZO VOLETE?

Così, per curiosità...

PS. Post numero 500, anche se non scrivo quasi più comunque auguri lo stesso caro il mio blog.

 

venerdì 17 giugno 2016

44 DELIRI IN FILA PER 6 COL RESTO DI 2

E' venerdì, ho appena dormito venti minuti davanti al computer, la notte dormo poco, la mattina mi alzo a fatica, la gente mi vede stanco, la gente mi dice che sono stanco, io a quel punto mi sento stanco, io non ho più voglia di scrivere, io non ho più voglia di suonare, io non ho più voglia di ridere, io odio l'estate, io odio l'estate che non arriva, io odio l'estate che sta finendo, io odio i tormentoni estivi, io voglio solo dormire, io voglio solo dire di voler dormire, io non sopporto il mondo che mi circonda, compreso quello virtuale.
Tutto molto bello, non vi pare?
Perché poi, a dire la verità, ora stacco da lavorare ed entro in un vortice di prepara la cena, mangia qualcosa, vai a giocare a calcetto, incazzati con gli amici, fai la doccia, strafogati di pizza e birra, magari fai una gara di rutti e vai a letto felice e contento come un bambino la notte prima di Natale.
Niente male la vita.

martedì 19 gennaio 2016

CIAO GLENN!

"Just remember this, my girl, when you look up in the sky
You can see the stars and still not see the light..."

(Eagles - Already gone)

L'ho capito.
C'è voluto del tempo, ma l'ho capito come si sono sentiti i veri fan (non quelli occasionali da social network) quando qualcuno che hanno amato se n'è andato.
Finora non ero mai stato coinvolto in pieno, il caso ha voluto che chi se ne andasse non fosse proprio tra i miei preferiti. A parte il logico dispiacere, ma i vari Rick Wright, David Bowie, Chris Squire non rientravano nella mia cerchia degli artisti sacri.
Gli Eagles si, da circa 30 anni, da quando in terza media un mio amico cominciò a blaterarmi di questo gruppo americano di cui avevano pubblicato una raccolta dal titolo originalissimo "The legend of Eagles".
"Gli Eagles! Altro che la robaccia che t'ascolti te!"
Così mi apostrofava lui nel lontano 1988, ed alla fine, più per sfinimento che altro gli dissi: "Oh giù, o fammi sentire questi Eagles!".
Ecco, cominciò tutto così.

Dalla raccolta ai singoli album, ma questo non bastava: le ristampe erano tutte senza copertine interne, non si sapeva nulla di loro né che facce avessero e allora si andava di immaginazione e sognavamo chissà cosa riguardo ai vari "DonAley, GioUolsc, DonFelder e GlennFrei".
Eagles...California, amava ripetere lui.
Poi un giorno, per caso, trovammo un numero d'epoca di Ciao 2001 risalente ai tempi dell'uscita di The long run e finalmente riuscimmo a capirci qualcosa, ad associare un volto alle voci e ai nomi e a capire un minimo la loro storia ed i loro album.
E riuscimmo a mettere ordine e, a forza di ascoltare quegli album, a capire quale ci piacessero di più.
Con gli anni ho individuato in "One of these nights" e "Desperado" i miei preferiti, seguiti a ruota dal classico "Hotel California" e da "On the border".
Ho apprezzato la loro reunion del 1994 e l'album "Hell freezes over" testimonianza di come un grande gruppo è come il vino, con gli anni non invecchia ma migliora.
Li ho visti dal vivo a Lucca ed è stato uno dei miei concerti preferiti di sempre.


Ora è tutto finito.
Se n'è andato Glenn Frey, il leader, colui che insieme a Don Henley li ha fondati, distrutti e ricostruiti negli anni. Un personaggio dispotico e anche arrogante, ma stiamo parlando di Glenn Frey, punto.

Ciao Glenn, grazie di tutta la musica degli Eagles e anche della tua da solista.
E ciao amico mio, grazie ancora per avermi rotto le scatole all'epoca, senza di te gli Eagles forse non mi sarebbero piaciuti.

PS. Scusate la banalità del titolo.



mercoledì 16 dicembre 2015

IN MEMORY OF LICIO

Oggi vale la pena scrivere qui.
E' un giorno triste per la morte di una cara personcina che tanto ha dato alla nostra bella e amata patria.
Una personcina a cui non piacevano quei cattivoni mangiapreti e mangiabambini dei comunisti.
Una personcina a cui piaceva rimanere in disparte senza dare troppo nell'occhio, meglio se con un cappuccio nero in testa.
Una personcina che si divertiva con poco, come i bambini, tipo quando giocava a guardie e ladri e lui scappava sempre o come quando si divertiva, che zuzzurellone, a combinare scherzi a polizia e carabinieri nascondendo informazioni o depistando le indagini.
Che mattacchione.
Oggi quel mattacchione c'ha combinato un bello scherzo e c'ha lasciati a soli 96 anni.
Una morte prematura.
Ma noi ce ne faremo una ragione.
Ciao Licio, questa è per te (il video è nero in segno di lutto)...




 

lunedì 23 novembre 2015

LA FUNZIONE DEI PANINARI


C'erano una volta i paninari.
Poi non ci sono stati più.
Non che ne sentissimo la mancanza: già all'epoca, benché fossi solo un ragazzino di 12-13 anni, mi stavano enormemente sulle palle con i loro Moncler, le loro Timberland ed i loro termini da decerebrati come cucadores e panozzo (ancora oggi quando sento qualcuno dire una parola del genere ho istinti omicidi).
Non capivo a cosa servissero in quanto persone e se solo avessi avuto qualche anno in più gli avrei citato il Battiato d'annata chiedendo a uno di loro "Ti sei mai chiesto quale funzione hai?".

Tutto questo per fortuna ha avuto una fine pochi anni dopo e, come dicevo in precedenza, non ne abbiamo più sentito la mancanza.
Poi girando su internet trovi articoli come questo:

http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/15_novembre_21/raduno-paninari-c09491c6-9053-11e5-ac55-c4604cf0fb92.shtml

...e allora ti vengono in mente alcune considerazioni:

1- Facebook del cazzo che consenti a questa gente di organizzare delle rimpatriate con tutti annessi e connessi.
2- Sarò in malafede, ma guardando le foto di quell'articolo mi pare di averle già viste quelle facce: le vedo scendere dal PorscCaienn parcheggiato o sul marciapiede o in doppia fila o nel posto riservato ai portatori di handicap, le vedo inveire contro i politici ladri dopo che ti hanno chiesto "Ma non si può fare senza fattura?", le vedo quando entrano nel seggio elettorale e penso che il loro voto vale quanto il mio.
3- A chi si lamenta di Renzi e del degrado culturale della "sinistra" odierna: ohhh, ma lo sapete in che anni è cresciuta questa generazione (purtroppo anche mia)? Siamo cresciuti negli anni '80, è già tanto se qualcuno si è salvato non gettando il cervello all'ammasso. Cosa pretendevate?

Sto generalizzando?
Si, può darsi, ma in fondo chissenefotte.
Come dico da anni, questo è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare.
Ciao.

venerdì 20 novembre 2015

IO NON PARLO DELLE COSE CHE NON CONOSCO

Ho aspettato qualche giorno prima di tornare a parlare, anzi qualche mese visto che l'ultimo post è di sei mesi fa. Non ho molta voglia di parlare ultimamente, tantomeno di scrivere a patto che non si tratti di argomenti leggeri tipo calcio, musica o banalità varie.
Tuttavia a questo giro faccio un'eccezione; visto che da venerdì scorso tutti hanno detto la propria opinione, spesso banale ed urlata, sugli attentati di Parigi, oggi a distanza di una settimana lo faccio anch'io citando Nanni Moretti in "Sogni d'oro"
Tutti si sentono in diritto, in dovere di parlare di cinema. Tutti parlate di cinema, tutti parlate di cinema, tutti! Parlo mai di astrofisica, io? Parlo mai di biologia, io? Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco!
E' vero, lo ammetto, mi sento schifosamente ignorante riguardo a questo argomento e prima di dire castronerie o banalità ho preferito tacere, anche perché mi hanno insegnato che ai funerali è meglio rimanere in silenzio, ma questa è un'altra storia.
Rimango in silenzio anche perché non ho voglia di confrontarmi con i giudici da quattro soldi presenti nel web, quelli che "Oh va bene piangere i morti di Parigi ma da altre parti muoiono tutti i giorni, perché quelli non li piangete? Ipocriti!".
Non sto neanche a confrontarmi se si parte da questi presupposti; il confronto di solito parte da un qualcosa di certo ma questa è pura aria fritta, per cui, come già detto prima, rimango in silenzio.
Perché in questo mondo dove tutti sbraitano e urlano qualcuno dovrà pure abbassare il volume.