lunedì 24 dicembre 2012

RACCONTO DI NATALE - Seconda Parte


Il giorno dopo era la vigilia di Natale.
I tre nuovi amici avevano passato tutto il giorno e la notte insieme, felici come non mai.
L'atmosfera del Natale permeava ogni angolo della casa, tutto normale per Belzebù ma non per Shirley e Gaetano che non erano abituati a cotanto sfarzo di luci e addobbi.
Tutto andava per il meglio, i tre avevano diviso come buoni amici gli avanzi dei padroni, anche se Shirley si accontentò di una zanzara scampata non si sa come al freddo di stagione.
Arrivò la sera e Belzebù stupì i due suoi nuovi amici con un regalo per entrambi.
"Questi sono per voi amici miei!"
"Noooo, ma non dovevi Belzebù" dissero in coro i due, ma cominciarono ad aprire con molta curiosità i pacchetti. Entrambi trovarono una boccetta con sopra scritto "Elisir dell'amicizia".
"Non la conoscete?"
"Ehm, veramente no" disse Gaetano.
"E' una bevanda molto amata da noi animali domestici, la usiamo sempre per brindare all'amicizia che ci lega e mi sembrava giusto regalarvela! Vi andrebbe di berla ora insieme a me?"
"Ma certo!" disse Shirley.
I tre brindarono.
Pochi secondi dopo uno strano ghigno si disegnò sul volto di Belzebù.
"Sogni d'oro amici...."
Buio.
Shirley e Gaetano si svegliarono poco dopo, anche se gli sembrava di aver dormito un'eternità.
Erano legati entrambi all'albero di Natale e Belzebù gongolava lì accanto.
"Buongiorno cari amici, ben svegliati...vi è piaciuto l'elisir?"
"Ma come? Belzebù...tu ci avevi detto che eri cambiato, che volevi essere nostro amico..."
"Mentivo Gaetano, mentivo! Cercavo solo di prendere tempo...voi siete il mio regalo di Natale!"
"Noi ti abbiamo creduto Belzebù, non puoi farci del male!" urlò Shirley.
"Ohhhhh, e perché mai dovrei farvi del male? Sapete benissimo che io sono in grado di uccidervi all'istante...certo però che prima un pochino voglio continuare a divertirmi..."
"Perché? Perchéééé???" riprese Gaetano.
"Ora basta Gaetano, mica pensavate che il Natale mi avrebbe reso più buono? A me del Natale non importa niente, è solo un giorno in cui riesco ad avere degli avanzi migliori, per il resto è un giorno come un altro. Il Natale non esiste!!!"
Finì di dire questa frase e una luce bianca accecante irruppe da fuori illuminando tutta la stanza.
La porta si era aperta, una figura imponente si ergeva in controluce. Sembrava, sembrava... si' era proprio la sagoma di un rottweiler quella che si avvicinava ai tre.
"Dunque, cosa succede qui? Perché Belzebù vuoi fare del male a questi due poveri animaletti?"
"Conosci il mio nome?" chiese impaurito il felino.
"Certo che conosco il tuo nome, tronfio felino! Conosco tutto di te, la tua voracità, la cattiveria, il piacere perverso che provi quando acchiappi una preda..."
"Ma...ma...ma come fai? E chi sei?"
"Chi sono io? Ehhhh, immaginavo che non mi avresti mai riconosciuto. IO SONO LO SPIRITO DEL NATALE!"
"Cosaaaaaa?????"
"Si', sono lo Spirito del Natale e ogni anno mi impongo di redimere qualche animale cattivo...questa volta tocca a te!"
"Ma...ma...ma io non sono più un gatto cattivo...sono già cambiato da tempo..."
"Silenzio! Conosco benissimo il tuo piano, so che fine farebbero la lucertola e il topolino se solo me ne andassi! Ma ora basta: tu da stasera non farai più del male a nessun animale, intesi?"
"Va bene, va bene..."
"Guarda un po' su quel muro, le vedi quelle immagini?"
"Si!"
"Ecco, quella è la vita felice che avresti potuto vivere con lucertole, topolini, uccellini e insetti se solo fossi stato più buono....guarda!"
Quegli animaletti se li ricordava benissimo Belzebù: le tante lucertoline prese d'estate, martoriate e lasciate agonizzanti davanti la porta di casa, gli uccellini ed i pipistrelli presi al volo, i topolini con cui si divertiva da impazzire, ma stavolta era diverso.
Vedeva loro che giocavano con lui e lui era felice.
Quel dannato e odioso istinto felino gli aveva impedito di vivere una vita felice insieme agli altri animali del bosco; sapeva di essere odiato, detestato e temuto come pochi altri ed ora scopriva che, se solo avesse voluto, la storia sarebbe stata completamente diversa.
Fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Belzebù crollò davvero questa volta, e non per finta.
Lacrime, lacrime sincere scesero dai suoi occhi, sentiva un dolore ed una vergogna dentro che gli impediva di guardare negli occhi gli altri: senza dire una parola andò verso l'albero di Natale e sciolse i lacci che tenevano imprigionati Shirley e Gaetano.
"Scusate, scusatemi davvero...adesso potete andare!"
Ma tutto ciò non aveva lasciato indifferenti Gaetano e Shirley.
I due lo guardarono. Gaetano, con tono deciso e tranquillo parlò.
"Dai Belzebù, stavolta abbiamo capito che non stai fingendo. Accettiamo volentieri le tue scuse e, se ti va..."
"Cosa??? Veramente??? Volete dirmi che non siete più arrabbiati con me nonostante tutto quello che vi ho fatto?"
"Certo" riprese Shirley "non siamo più arrabbiati con te e, se vuoi, possiamo essere ancora amici, ci stai?"
Belzebù riuscì solo a dire "Si!".
A quel punto lo Spirito del Natale li interruppe.
"Penso che qui non sia più necessaria la mia presenza...Buon Natale a tutti voi!"
"Buon Natale a te e...grazie di tutto!" riuscì solo a dire Belzebù.
I tre da quel giorno divennero amici inseparabili, pur nella loro diversità.
Belzebù ogni tanto esagerava negli scherzi, rimaneva pur sempre un gatto, ma gli altri due non ci facevano più caso: quello che contava è che ognuno si fidava dell'altro.
E vissero tutti i giorni felici come se fosse sempre Natale.


FINE

Questo è il mio Racconto di Natale.
Niente di originale, forse un po' smielato ma in un giorno come questo si può fare.
Buon Natale a tutti voi!
Salvadors

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