domenica 2 giugno 2013

FENOMENOLOGIA DI "DERTY DENSYNG"

Ohhhh, finalmente dopo anni ed anni riesco anch'io ad usare il termine fenomenologia.
Sarò sincero, mi ha sempre intrippato assai come parola ma avevo una sorta di timore reverenziale visto chi l'aveva usata a proposito di Mike Buongiorno.
Poi un giorno lessi un articolo di un giornalista qualsiasi su un giornale che non sto a nominare (non voglio fare pubblicità a La Repubblica), che si chiamava, se non ricordo male, Fenomenologia delle sorelle Lecciso (ehmmmm, si, abbiamo avuto anche le sorelle Lecciso, lo so...).
Quel giorno mi ripromisi che prima o poi l'avrei usato anch'io.
Quel giorno è finalmente arrivato.

Parliamo di questo allegro filmettino il cui titolo è riportato nel titolo del post, cioè quel "Derty densyng" anche detto "Dirty dancing". Ne parlo giusto perché l'altra sera è ripassato in televisione per l'ennesima volta, mia moglie l'ha riguardato per l'ennesima volta ed io mi sono fatto il sangue amaro per l'ennesima volta.
Contemporaneamente cercavo conforto sul web e proprio nella rete ho assistito ad un fenomeno curioso riguardo a questo film, quasi come se fossi tornato indietro nel tempo, all'incirca 25  anni fa.
In quel tempo il sottoscritto era un ragazzino di circa 13 anni, di fatto ancora un bambinetto senza barba e con la vocina da coro delle voci bianche ma in preda comunque alle prime tempeste ormonali, di quelle che ti cambiano irrimediabilmente la vita. E le ragazze? Beh, purtroppo non erano più quei curiosi animaletti domestici superflui (talvolta molesti) com'erano solo due o tre anni prima. No, ormai le guardavo con occhi diversi, molto diversi...ma cosa c'entra questo con "Dirty dancing"?
C'entra, eccome se c'entra. Perché proprio in un periodo come questo decide di uscire nei cinema questo film, oggettivamente orrendo, con il classico attore "mejo fico der bigoncio" alias Patrick Swayze. E se fino ad allora le ragazzine non mi guardavano (sob sob sigh sigh), da quel giorno non solo non mi guardavano ma quelle poche volte che lo facevano di striscio avevano solo occhiate di disprezzo, quasi a voler dire: "Ma perché sono circondata da ragazzi inutili come quello e non c'è mai uno bono come Patrick?".
Ok, forse sto teatralizzando il tutto, ma il concetto non cambia: da una parte io, come molti altri, piccolo ragazzino insicuro, impacciato e incapace di ballare (la modalità era quella tronco di legno), dall'altra lui, uomo, belloccio, figaccione, splendido e ballerino nato. Per chi sospiravano le mie coetanee???
E poi mi chiedete perché dovrei detestare questo film.

La cosa strana, tuttavia, non è tanto quello che è successo all'epoca quanto ciò che succede oggi.
Già, perché dopo tutto questo tempo tante ragazzine di allora, nel frattempo diventate donne, continuano imperterrite nel loro fanatismo nei confronti di questo film...e non ti provare a toccarglielo che ti sbranano e ti spolpano!
Magari su altre cose ci passano sopra, se sfotti le boyband dell'epoca ci ridono sopra, lo stesso succede per qualche cantantucolo tipo Nick Kamen o Rick Astley, ma se gli tocchi Dirty dancing scoppia il putiferio e tu alla fine ne esci fuori con le ossa rotte.
Tra l'altro io c'ho provato a guardarlo più volte ma niente, non ci trovo proprio nulla di speciale ma tant'è, forse anzi di sicuro è un limite mio (nel dubbio con le donne sempre meglio prendere la colpa).
Forse, azzardo vista anche la spaccatura maschi vs femmine, per le ragazze della mia generazione è stato più di un film ma una sorta di esperienza formativa: forse non era tanto Patrick Swaziland che guardavano ma la protagonista, quella Baby che nessuno poteva mettere nell'angolo (e ci credo...), una ragazza normalissima come tante altre (non la classica straficona da film), timida ed impacciata che però mano a mano che passa il film riesce a tramutarsi da brutto anatroccolo a splendido cigno (o cignale, fate voi...).
Ma forse, senza stare ad elucubrare chissà quali pensieri, è stato quel figaccione di Patrick Sweden a traviarle in modo definitivo.
Io non lo so.
Comunque...dopo tutto questo pistolotto resta un mistero che forse tale non è.
Perché piace tanto Dirty dancing?
Boh, in fondo ogni generazione ha i suoi film e se noi maschietti siamo cresciuti con il "Non fa male" di Rocky o il "Murdoch, non sei tu che vieni a prendermi, sono io che vengo a prendere te" di Rambo, le femminucce hanno avuto quella Baby che nessuno poteva mettere in un angolo.
Altro non so dire, mi limito a constatare la realtà.
A voi le conclusioni.

PS. Comunque, tante volte non si fosse capito, a me Dirty dancing fa abbastanza schifo.
Abbastanza.

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