mercoledì 26 giugno 2013

UN SALUTO

Cos'è che rende speciale un paese?
La bellezza? La tranquillità? Il conoscersi tutti?
No.
Sono i personaggi.
Ci sono i vecchietti che stanno tutto il giorno sulla stessa panchina senza mai rivolgersi la parola, c'è lo straniero che da anni vive qui e che tutte le sere se ne torna a casa serenamente ubriaco, c'è il vecchio laido alla casa del popolo, ci sono i giocatori di carte ed il pubblico dei giocatori di carte e poi c'è il barista. Anzi, il barrista.
Che figura è quella del barrista?
E' una figura fondamentale. Innanzitutto perché il paese senza bar non può esistere.
Può mancare tutto, possono chiudere tutti i negozi ma il bar no, il bar deve rimanere aperto ed infatti il giorno più triste della settimana non è tanto il lunedì quanto il giorno di chiusura del bar. Niente ferie d'agosto, niente festività, niente di niente, il bar deve essere sempre aperto.
Perché il bar è qualcosa di più di un semplice esercizio commerciale in un paese, è un punto di riferimento, è il centro nevralgico, è quel luogo dove sai che a tutte le ore del giorno qualcuno  ci sarà sempre.

E per ogni bar c'è sempre un barrista.
Personaggio unico ed inimitabile, spesso e volentieri burbero e di cattivo umore.
Ma non solo.
Il barrista ha sempre la battuta pronta, è meravigliosamente acido, cinico, non perde l'occasione per prenderti in giro e per trattati male, il tutto con una maestria ed una leggerezza che molti umoristi e comici si sognano di avere. 
Alcuni esempi
Se hai fretta di prendere un caffé perché ti attende una super mega topona con cui hai fissato di uscire lui se ne strabatte perché alla tv c'è la partita; aspetti pazientemente, poi lui ti fa il caffé, a quel punto se hai troppa fretta ti ustioni la lingua o te lo versi addosso. Comunque vada smoccoli e l'appuntamento ne risente ma a lui di tutto questo non gliene potrà fregar di meno.
Se d'estate la sera verso mezzanotte ti prende la voglia di mangiarti un gelato o di bere una birra lui ti maledirà in 256 lingue differenti perché si era appena messo a sedere e gli toccherà rialzarsi per tornare alla cassa. Se sei il primo ti va bene e ti becchi a malapena un mugugno, se invece hai la sfortuna di essere il quinto o sesto che lo fa rialzare aspettati anche una bella sgridata. Giustamente.
L'ultimo giorno di vacanza per gli studenti,  specialmente quelle estive ma anche quelle di Natale non sono malaccio, lui lo passa gongolando perché sa che la sera potrà sottolineargli, urlando, che la mattina dopo bisognerà andare a scuola
Se lo disturbi mentre alla televisione c'è qualcosa che lo appassiona lui, giustamente, non ti considera e puoi scordarti caffè, amaro, grappa o sigarette.
Mi fermo qui ma di esempi ce ne sarebbero a centinaia se non a migliaia.
Perché in fondo ognuno ha i suoi aneddoti personali sul barrista e, come ha detto una mia amica ieri, alla fine diventa quasi uno di famiglia e ad uno di famiglia non si può non voler bene.

In conclusione...ho poche parole da dire.

Si, perché questo è il mio saluto a qualcuno che, purtroppo, ieri se n'è andato.
Ciao Maurizio.
E' stato un piacere conoscerti.



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