giovedì 4 luglio 2013

MA...ARCHITETTO D'INTERNI?

Vi racconto questa.
Allora, lunedì scorso 24 giugno, una decina di giorni fa quindi, mi hanno operato per togliermi un'ernia inguinale che negli ultimi tempi mi stava dando fastidio.
Un intervento breve, leggero, arrivato in ospedale di prima mattina la sera ero già a casa e camminavo, tra l'altro sto già meglio e lunedì riprenderò a lavorare.

Ma non è di questo che volevo parlare.
Subito dopo l'operazione, mentre aspettavano l'arrivo dell'infermiere che mi avrebbe riportato nella mia stanza, una infermiera si è messa a chiacchierare un po' con me.
Avendo subito solo un'anestesia locale, limitata perlopiù alla gamba sinistra, ero tranquillo e lucido, quindi chiacchieravo più che volentieri.
Lei mi domanda: "Ma che lavoro fa lei?"
"Sono architetto."
E a quel punto ecco che arriva la solita fatidica domanda:
"Ah, ma architetto d'interni o altro?"
In una frazione di secondo penso: ecco, ho studiato 8 anni, ho passato nottate intere a disegnare, ho inseguito professori ed assistenti, ho speso non so quanti soldi per disegni, plastici e cazzi vari, ho bestemmiato sugli esercizi di matematica, di statica e di scienze delle costruzioni, ho fatto progetti per riqualificare aree urbane, ho studiato e ristudiato la storia dell'architettura, sono andato in giro a fare interviste, ho abusato di bombolette spray, colle varie e cartoncini di qualsiasi colore e grammatura, ho rilevato fontane, chiese, facciate di palazzi e ruderi diroccati pieni di rovi, in sintesi ho consegnato 8 degli anni più belli della mia vita alla facoltà di architettura per raggiungere quel foglio di carta che ora è incorniciato...il tutto per sentirmi domandare se sono architetto d'interni o altro.
All'infermiera ho quindi risposto, gentilmente, che cerco di fare un po' di tutto.
Dentro di me invece mi sono domandato: ma perché all'università, invece di illuderci con progetti, sogni e voli pindarici vari non ci hanno detto cosa significa essere architetti d'interni?
Perché io ancora mica l'ho capito.

1 commento:

  1. Ah, come usiamo male le parole! L'architetto è etimologicamente un costruttore, perché dovrebbe arredare i salotti? Salvador hai ragione, neppure io l'ho capito.

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