venerdì 8 novembre 2013

AUGURI SPLENDIDO QUARANTADUENNE!

8 novembre...8 novembre...eppur mi ricorda qualcosa questo giorno...
Naaaaaa, non è vero, fino a stamani era un giorno come tutti gli altri: anonimo, grigio e stracarico di compleanni o anniversari da festeggiare, ovviamente non da me.
Almeno è quello che pensavo.
Poi qualcuno ricorda che proprio in questa giornata, nel 1971 (quindi 42 anni fa), qualcosa di importante avvenne davvero. Uscì QUESTO album:



Il titolo? Non c'era.
Il nome del gruppo o dell'artista? Non c'era.
Il contenuto? Quello c'era, ed era molto ma molto sostanzioso.
Le canzoni? Ecco, l'elenco, ovviamente vado a memoria:
  1. Black dog
  2. Rock'n'roll
  3. The battle of evermore
  4. Stairway to heaven
  5. Misty mountain hop
  6. Four sticks
  7. Going to California
  8. When the levee breaks
L'essenza dei Led Zeppelin è tutta qui, in questi solchi. 
C'è tutto, l'euforia e la carica sessuale dei primi due album, il lato riservato e tranquillo già approfondito nel terzo, la voglia di sperimentare suoni e stili diversi; c'è la voce di Plant ancora bella stridula prima della svolta dell'album successivo (Houses of the holy), le chitarre (e il mandolino) di Page apprendista stregone, il basso e le tastiere di un John Paul Jones silenzioso ma fondamentale e poi c'è la solita grande superbatteria potente e precisa di John Bonham.
C'è il rock'n'roll sfrenato e malinconico dal titolo omonimo, l'opener "Black dog" nervosa, irregolare, spigolosa, eccitante, ma anche quella "The battle of evermore" bucolica e sognante con Sandy Denny dei Fairport Convention a cantare con Plant.
C'è "Misty mountain hop" che non ti godrai mai pienamente perché viene dopo QUELLA canzone, c'è "Four sticks" con Bonzo alle prese con 4 bacchette, ma anche "Going to California" che sembra sia già iniziata da un sacco quando cominci a sentirla, o infine la batteria mostruosa di Bonham in "When the levee breaks" che in tanti successivamente hanno cercato di copiare e imitare (senza riuscirci).
E poi LEI, il capolavoro, gli 8 minuti più belli della storia del rock, un crescendo inesorabile e costante verso il paradiso, dall'arpeggio iniziale dolce e tranquillo (e non tiratemi fuori la questione di "Taurus" degli Spirit che non me ne può fregar di meno) al finale tumultuoso e drammatico. Probabilmente la mia canzone preferita in assoluto, di sicuro quella che nel corso degli anni è rimasta sempre in alto alle mie preferenze...

Insomma, un capolavoro da avere assolutamente, un disco che dopo 42 anni suona sempre alla grande.
Tanti auguri Led Zeppelin IV...o Untitled...o Four Symbols...o Zoso...
Auguri splendido quarantaduenne!

1 commento:

  1. Critico(quello lo sei fino al midollo osseo) musicale,sportivo(con una leggera dominanza juventina),di costume(che,ahimè, tratta anche la politica . .).A quando un saggio su la migrazione della sterna artica?Sei il mio scrittore vivente preferito.

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