venerdì 20 novembre 2015

IO NON PARLO DELLE COSE CHE NON CONOSCO

Ho aspettato qualche giorno prima di tornare a parlare, anzi qualche mese visto che l'ultimo post è di sei mesi fa. Non ho molta voglia di parlare ultimamente, tantomeno di scrivere a patto che non si tratti di argomenti leggeri tipo calcio, musica o banalità varie.
Tuttavia a questo giro faccio un'eccezione; visto che da venerdì scorso tutti hanno detto la propria opinione, spesso banale ed urlata, sugli attentati di Parigi, oggi a distanza di una settimana lo faccio anch'io citando Nanni Moretti in "Sogni d'oro"
Tutti si sentono in diritto, in dovere di parlare di cinema. Tutti parlate di cinema, tutti parlate di cinema, tutti! Parlo mai di astrofisica, io? Parlo mai di biologia, io? Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco! Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica? Parlo mai delle dighe, dei ponti, delle autostrade? Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia! Non parlo delle cose che non conosco!
E' vero, lo ammetto, mi sento schifosamente ignorante riguardo a questo argomento e prima di dire castronerie o banalità ho preferito tacere, anche perché mi hanno insegnato che ai funerali è meglio rimanere in silenzio, ma questa è un'altra storia.
Rimango in silenzio anche perché non ho voglia di confrontarmi con i giudici da quattro soldi presenti nel web, quelli che "Oh va bene piangere i morti di Parigi ma da altre parti muoiono tutti i giorni, perché quelli non li piangete? Ipocriti!".
Non sto neanche a confrontarmi se si parte da questi presupposti; il confronto di solito parte da un qualcosa di certo ma questa è pura aria fritta, per cui, come già detto prima, rimango in silenzio.
Perché in questo mondo dove tutti sbraitano e urlano qualcuno dovrà pure abbassare il volume.

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