martedì 19 gennaio 2016

CIAO GLENN!

"Just remember this, my girl, when you look up in the sky
You can see the stars and still not see the light..."

(Eagles - Already gone)

L'ho capito.
C'è voluto del tempo, ma l'ho capito come si sono sentiti i veri fan (non quelli occasionali da social network) quando qualcuno che hanno amato se n'è andato.
Finora non ero mai stato coinvolto in pieno, il caso ha voluto che chi se ne andasse non fosse proprio tra i miei preferiti. A parte il logico dispiacere, ma i vari Rick Wright, David Bowie, Chris Squire non rientravano nella mia cerchia degli artisti sacri.
Gli Eagles si, da circa 30 anni, da quando in terza media un mio amico cominciò a blaterarmi di questo gruppo americano di cui avevano pubblicato una raccolta dal titolo originalissimo "The legend of Eagles".
"Gli Eagles! Altro che la robaccia che t'ascolti te!"
Così mi apostrofava lui nel lontano 1988, ed alla fine, più per sfinimento che altro gli dissi: "Oh giù, o fammi sentire questi Eagles!".
Ecco, cominciò tutto così.

Dalla raccolta ai singoli album, ma questo non bastava: le ristampe erano tutte senza copertine interne, non si sapeva nulla di loro né che facce avessero e allora si andava di immaginazione e sognavamo chissà cosa riguardo ai vari "DonAley, GioUolsc, DonFelder e GlennFrei".
Eagles...California, amava ripetere lui.
Poi un giorno, per caso, trovammo un numero d'epoca di Ciao 2001 risalente ai tempi dell'uscita di The long run e finalmente riuscimmo a capirci qualcosa, ad associare un volto alle voci e ai nomi e a capire un minimo la loro storia ed i loro album.
E riuscimmo a mettere ordine e, a forza di ascoltare quegli album, a capire quale ci piacessero di più.
Con gli anni ho individuato in "One of these nights" e "Desperado" i miei preferiti, seguiti a ruota dal classico "Hotel California" e da "On the border".
Ho apprezzato la loro reunion del 1994 e l'album "Hell freezes over" testimonianza di come un grande gruppo è come il vino, con gli anni non invecchia ma migliora.
Li ho visti dal vivo a Lucca ed è stato uno dei miei concerti preferiti di sempre.


Ora è tutto finito.
Se n'è andato Glenn Frey, il leader, colui che insieme a Don Henley li ha fondati, distrutti e ricostruiti negli anni. Un personaggio dispotico e anche arrogante, ma stiamo parlando di Glenn Frey, punto.

Ciao Glenn, grazie di tutta la musica degli Eagles e anche della tua da solista.
E ciao amico mio, grazie ancora per avermi rotto le scatole all'epoca, senza di te gli Eagles forse non mi sarebbero piaciuti.

PS. Scusate la banalità del titolo.



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