martedì 13 dicembre 2011

UN UOMO PACATO DI GRANDE CULTURA

Indovina indovinello.
A chi si riferisce la frase del titolo e chi l'ha pronunciata?
Mmmmm, provo a dare una risposta: è morto un noto intellettuale e il Presidente della Repubblica lo ricorda così.
Risposta sbagliata.
Tale frase è stata pronunciata, in sintesi, dagli esponenti dell'estrema destra di Pistoia riguardo al povero Gianluca Casseri che stamani, in preda ad un attacco di solitudine, ha pensato bene di andare a dare la caccia ai senegalesi ai mercati di Piazza Dalmazia e S.Lorenzo a Firenze armato di pistola.
Risultato: due extracomunitari morti, il Casseri che alla fine si suicida e una città sotto choc.
Bene, dopo due prodezze del genere c'è chi lo ricorda così:

http://www.corriere.it/cronache/11_dicembre_13/casseri-firenze_2c4c3cf6-259c-11e1-97ba-d937a4e61a87.shtml

Cosa dire?
Bah, forse non è il momento adatto per dire certe cose, ma visto e considerato che questo è il mio spazio e non c'è nessuno se non me stesso a fermarmi, lo faccio: l'avevo detto io.
Cosa?
Che con certi personaggi e certe associazioni pseudo culturali, in nome della libertà di pensiero, si usano delle maniere un pochino troppo morbide.
Mi pare che negli anni siano state troppe le concessioni a chi predica, con le parole, l'odio razziale.
Troppe vetrine dedicate a personaggi dubbi come Borghezio, troppe manifestazioni concesse a gruppuscoli che usano slogan razzisti, troppa superficilità nel definire certa gente come dei mattacchioni nostalgici del ventennio.
Spiace dirlo, ma questi sono i risultati.
E ora non venitemi a parlare di libertà di pensiero e di tragiche conseguenze della democrazi.
Se uno, anche solo a parole, incita all'odio razziale deve andare in galera.
Punto.

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