mercoledì 21 marzo 2012

GORDON E IL LAMPREDOTTO

Ciò che ai primi di novembre detestavo, ovvero l'avvio del digitale terrestre qui in Toscana, con le ovvie difficoltà di riadattare la televisione e sperare che si continuasse a vederla, con il passare del tempo ho imparato ad apprezzarlo.
Alcuni canali interessanti, un'offerta maggiore anche se ci sono giorni in cui non c'è proprio un tubo dappertutto, un canale come rai yo-yo che, lo ammetto, la mattina è indispensabile ed uno in cui passano un sacco di buona musica tutto il giorno.
Il digitale terrestre inoltre mi ha fatto scoprire quanto siano di moda, oggi, i programmi sulla cucina.
Ma quanti cazzo ce ne sono?
Masterchef Italia, Masterchef Usa, Hell's kitchen, mettiamoci anche Il boss delle torte, i tradizionali La prova del cuoco, I menù di Benedetta Parodi e chi più ne ha più ne metta.
Fatico a capire il motivo per cui piacciono così tanto, mi ricordo che da bambino le uniche trasmissioni di cucina erano le rubriche all'interno de "L'almanacco del giorno dopo", in puro stile Rai vecchia maniera e mi facevo due palle grandi come meloni a guardarla (e l'alternativa era L'ispettore Derrick, che culo!).
Si, va bene, il Gordon Ramsey è meno noioso, più vulcanico e molto telegenico.
Però alla lunga mi annoia anche lui.
Anche perché credo che in vita sua non abbia mai mangiato un panino al lampredotto e come puoi reputarti un grande chef se non hai mai assaggiato il lampredotto o la trippa?
PS. Per il panino naturalmente salsa verde, piccante, sale, pepe e panino intuffato nel brodo (casomai il Gordon leggesse queste righe e decidesse di fare un salto a Firenze).

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