martedì 15 ottobre 2013

GITE, QUESTE SCONOSCIUTE

Sempre alla ricerca su internet dell'argomento dallo spessore di una sogliola, stasera per caso mi imbatto, sul nuovissimo sito di Repubblica, in tutto ciò:

http://www.repubblica.it/scuola/2013/10/09/news/cento_anni_di_gita_scolastica_-68229216/?ref=HREC1-20

"Cento anni di gita scolastica - Racconta la tua", questo il titolo.
Ecco, non so voi ma io le due gite fondamentali, quella di terza media e di quinta superiore le ho "padellate" entrambe.

La prima perché mi ammalai il giorno prima di partire (da ragazzo non mi ammalavo mai se non in queste occasioni, tipo gite o feste di capodanno ed in una di queste venni anche mollato a mia insaputa ma questa è un'altra storia...).
Che sfiga! 
Ovviamente il resto della classe si divertì da impazzire, come sempre succede quando non ci sei del resto, ed a me non rimase che bestemmiare in cirillico e smaltire la febbre.

Ma se non altro avevo l'occasione di rifarmi.
Certo, mancavano secoli alla gita di quinta superiore, ma appena cominciai la prima partì subito il conto alla rovescia. Anche perché nell'immaginario di noi ragazzini di fine anni ottanta, sprovvisti di web e tanto tanto tanto tonti, le leggende metropolitane riguardo a quella Gita le bevevamo tutte dalla prima all'ultima.
La più assurda (e quindi la nostra preferita) riguardava una professoressa di educazione fisica, molto bella del tipo "uscita fuori da una commedia scollacciata di fine anni settanta", che durante la Gita sceglieva un aitante e baldo giovane futuro maturando elevandolo (piano con i doppi sensi) a ruolo di amante.
Gli anni passarono, la quinta si avvicinava, vedevamo partire gli altri e pensavamo che sarebbe toccato anche a noi; poi la quinta cominciò e dopo un paio di settimane la professoressa di religione (nonché vicepreside nonché emerita stronza fascista) ci disse senza tanti giri di parole che quell'anno la Gita di quinta non sarebbe stata organizzata.
Motivo? Boh, dice mancanza di fondi.
Non ho mai capito veramente il motivo, fatto sta che mentre gli altri se ne andavano a giro per Praga, Barcellona e Parigi noi restavamo in classe.
Quando si dice la fortuna...

In conclusione, che dite, la mando a Repubblica questa testimonianza?
Buonanotte a tutti!


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