Succede che una volta ogni due anni La7 decide di dare un bel in bocca al lupo alla nazionale di calcio per la manifestazione che andrà ad affrontare, siano Mondiali o Europei.
Già un paio di anni fa provarono questo esperimento e, visto che riuscì alla grande, hanno deciso di replicare anche stavolta.
Con cosa?
Con le partite del Mondiale di Spagna 1982, quello che vincemmo a sorpresa e che tutti ricordiamo, almeno quelli dalla mia età in su.
Eppure mi domando. L'Italia non ha vinto SOLO quel Mondiale. Due li vinse durante il fascismo, altra epoca, altro modo di giocare ecc..., quindi non so a chi interesserebbe una partita di allora. Però via, dal secondo dopoguerra abbiamo vinto un Europeo nel 1968, due Mondiali nel 1982 e 2006 oltre ad arrivare in finale nel 1970, 1994 e semifinale nel 1978 e 1990.
E di partite memorabili ce ne sono a bizzeffe, Italia-Germania 4-3 su tutte.
Eppure, non si sa come mai, ricordiamo tutti più volentieri la nazionale del 1982.
Abbiamo vinto nel 2006 ma non è stata la stessa cosa...quando ripensiamo a questo mondiale si, ricordiamo tante cose, il gruppo cementato da Lippi, le mile difficoltà extracalcistiche, la favola di Grosso...
Però proviamo a ripensare al Mundial 1982 e le cose cambiano.
I giocatori diventano leggende, i gol del redivivo Pablito Rossi, l'urlo di Tardelli, il Brasile dei meravigliosi (altro che il Milan) eliminato, Gentile che strappa la maglia a Zico, l'eleganza cortese di Scirea, i numeri di Conti. Roba da leggenda.
Qualcuno sabato sera, mentre passavano la finale Italia-Germania ed io mi emozionavo come se fosse stata la prima volta, notava tanti piccoli particolari: il gioco molto più duro (interventi che oggi sarebbero da rosso diretto manco venivano fischiati), il minore isterismo in campo e fuori, giocatori meno atletici (ma con i piedi nettamente migliori) ed anche altre cose extra calcistiche.
Pertini Presidente della Repubblica e da lì viene spontaneo pensare che ci fossero politici diversi e migliori rispetto a quelli odierni, Presidente del Consiglio era un uomo di grande cultura come Spadolini (pensiamo a chi ci siamo sorbiti per 18 anni...) e tornando al calcio in panchina un gentiluomo taciturno e concreto come Bearzot ed un telecronista che sapeva parlare bene l'italiano e non degenerava in isterismi come Nando Martellini.
Forse proprio l'ultimo personaggio da me citato, più di tutti gli altri, marca così efficacemente l'abisso che ci è creato in questi ultimi 30 anni.
Nando Martellini, una persona pacata, perbene, ironica, che non andava mai sopra le righe (e forse per questo oggi verrebbe apostrofato come "grigio"), che sapeva fare benissimo il proprio lavoro e che era quasi un modello di riferimento per gli italiani.
A ripensarci oggi una mosca bianca. Mettete insieme tutti gli aggettivi qui sopra elencati e capirete quanto sia difficile trovare personaggi del genere, non solo tra i commentatori sportivi.
E forse ne avremmo tanto bisogno di persone così, di Martellini, Pertini, Bearzot, Scirea, Zoff...
Anche per questo ricordiamo tanto volentieri Quei Mondiali, oltre al fatto che avevamo 30 anni di meno e 30 tonnellate di pensieri in meno.
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