domenica 23 dicembre 2012

RACCONTO DI NATALE - Prima Parte

Faceva molto freddo quella mattina.
Il Natale si avvicinava sempre di più, mancavano giusto due giorni, e come per magia era scesa la neve.
Non che fosse un evento eccezionale da quelle parti: la casetta vicino al bosco tutti gli inverni vedeva la neve circondarla ed accarezzarla, ma negli ultimi anni prima di gennaio non arrivava mai...
L'atmosfera era magica per tutta la famiglia ed anche per lui, quel gatto rosso chiamato Belzebù che comunque dormiva comodamente vicino al caminetto.
L'estate era finita da tempo e la voglia continua di cacciare lucertole e topolini aveva lasciato il posto ai più comodi avanzi dei padroni; le giornate si susseguivano sempre uguali, dormire nel letto dei padroni, alzarsi verso mezzogiorno, uscire una mezz'ora per sgranchirsi le zampe, rientrare in casa, mangiare, dormire e così via. Anche l'aspetto ne aveva risentito: dal gatto snello e secco di qualche mese prima era tornato ad essere il classico gattone da casa, grasso e pigro.
Nel bosco tutto scorreva tranquillo, la neve aveva portato con se un silenzio irreale ed ovattato: tutti gli animali erano al riparo nelle loro tane, prima o poi l'inverno sarebbe finito e avrebbero potuto rimettere il naso fuori, ma per ora tutti preferivano rimanere al calduccio.
Tutti?
Quasi tutti.
Shirley la lucertola non ne poteva più di starsene al buio della sua tana. Lì era al sicuro, certo, non aveva problemi per superare tutto l'inverno, ma c'era qualcosa che non andava: aveva una voglia incredibile di uscire, respirare aria pulita, vedere la luce del giorno e sgranchirsi un po' le zampette.
Ma c'era la neve, come avrebbe potuto fare? Il problema sembrava insormontabile, per cui Shirley si mise a pensare...
Nel frattempo, in una tana vicina, il topolino Gaetano fremeva anche lui dalla voglia di uscire.
Che strano! Tutte le tane erano piene di animali pronti a festeggiare il Natale ma due di loro volevano qualcosa di più, volevano festeggiarlo a modo loro, con una bella passeggiata all'aperto...
Fu così che decisero, non senza pensarci e ripensarci, di uscire e sfidare la natura.

Belzebù intanto aveva deciso che una passeggiatina per smaltire gli avanzi della cena di pesce dei suoi padroni era necessaria: "Troppo aglio in quell'orata, io poi l'aglio non l'ho mai digerito e questi continuano a metterlo dappertutto! Ce l'hanno con me, logico...".
Si sa, i gatti quando vogliono farti capire qualcosa sanno come fare. Cibo? Si mettono vicino alla ciotola e ti fissano cominciando a miagolare, fino a risultato ottenuto. Uscire? Si mettono vicino alla porta e così via.
La sua padrona capì subito ed aprì la porta: "Ma non tornare tardi Belzebù!"
"E dove vuoi che vada con questa neve?" pensò il gatto "Meglio se mi guardo intorno e trovo un posto dove andare...e se facessi un salto nel bosco? E' da tanto che non ci vado!"
E partì alla volta del bosco.
Nel bosco tutto taceva anzi no, se uno si fosse messo attentamente ad ascoltare avrebbe percepito lo squittio di un topolino e il movimento impercettibile di una lucertolina, che ad un certo punto si incontrarono.
"Ehi, ciao Shirley, e tu cosa ci fai da queste parti?"
"Ciao Gaetano, che piacere rivederti! Ma lo sai che potrei farti la stessa domanda?"
"Ehhh, io non ce la facevo più a starmene dentro la tana: tutti gli inverni sempre la stessa storia, mai ci fosse la possibilità di mettere il naso fuori!"
"Hai ragione, anch'io volevo uscire. Certo che fa freddo, e con questa neve si cammina proprio male, ma guarda come è bello...non sembra neanche lo stesso paesaggio?"
"Si, è vero...senti, che ne diresti se giochiamo un po' insieme?"
"Volentieri, tanto qui siamo al sicuro!"
"Già, in questo periodo quel gattaccio di Belzebù non si fa mai vedere in giro!"
Sicuri?
Per un caso molto strano Belzebù aveva deciso di fare due passi nel bosco, anche se subito si era pentito di questa scelta e voleva tornare indietro.
"Che schifo questa neve, la odio, si cammina male, meglio se me ne ritorno subito a "
Si bloccò.
Non credeva ai suoi occhi, non era possibile: inverno, la neve, freddo e nonostante tutto una lucertola ed un topolino scorrazzavano allegramente per il bosco! Ma questo era il più bel regalo di Natale che si potesse fare!
"Occhio però" pensò lui "stavolta c'è da giocare veramente d'astuzia! Natale è dopodomani, sarebbe carino se...ohhhhh che idea geniale mi è venuta!".
Lentamente si avvicinò ai due ignari animaletti che continuavano a giocare.
"Buongiorno, vi state divertendo?"
I due si bloccarono, il terrore li immobilizzò. Ma come era possibile? Uscire cinque minuti per giocare e trovare lui, il terrore di tutti gli animaletti del bosco...
"Tranquilli, tranquilli, non sono qui per mangiarvi, se avessi voluto l'avrei già fatto! Passavo di qua per caso...ma voi cosa ci fate?"
"Ehmmmm, veramente...cioè...noi..." balbettò Gaetano.
"Tranquillo ti ho detto, non ti farò del male..."
"Noi siamo usciti per giocare un po' e tra poco rientreremo nelle nostre tane" disse con una sicurezza ostentata Shirley.
"Va bene, va bene...capisco. Solo che mi spiace se ve ne andate. Ero giusto uscito di casa per vedere se trovavo qualche amico con cui giocare anch'io..."
"E noi cosa c'entriamo?" domandò Gaetano, sempre titubante.
"Sapete, sono cambiate molte cose negli ultimi tempi. Io stesso sono cambiato, ho capito che tutta la mia vita è stata piena di errori" disse con un certo trasporto Belzebù "per anni ho nascosto la mia vera natura. Io non sono un gatto cattivo, io sono un gatto buono e non voglio più fare del male a nessun animaletto del bosco!"
"Non ti crediamo" dissero in coro Shirley e Gaetano.
"Dovete fidarvi di me, sto cercando di cambiare ma nessuno mi vuole credere. Vi capisco, però soffro tanto per questa cosa...chissà se riuscirò mai a farmi accettare da voi..."
Shirley e Gaetano si guardarono negli occhi pensando la stessa cosa: "E se davvero fosse cambiato?".
In fondo il Natale si stava avvicinando e si sa, il Natale aiuta i cattivi a diventare buoni, non solo per un giorno, ma per sempre.
Forse era davvero così, potevano fidarsi di quell'animale che tanto terrore aveva seminato nel bosco fino a poco tempo prima; certo però che dovevano pur metterlo alla prova...
"Senti un po', tu dici di essere cambiato, perché dovremmo crederti?"
"Perché è la verità, fidatevi. Provo grande disgusto nel cacciare gli animali, sto pensando pure di diventare vegetariano ma i padroni non capirebbero mai. Comunque se ripenso a tutte le volte che ho cacciato mi sento male, davvero!" disse con voce rotta dall'emozione.
Il pianto sincero del gatto convinse i due, si potevano fidare.
"Va bene" disse Shirley "da oggi sei nostro amico, ti andrebbe di giocare con noi?"
"Siiiiiii, grazie grazie amici!!!!!"
E cominciarono a giocare allegramente.

FINE PRIMA PUNTATA


 

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