E' già passato un anno dalla morte di Lucio Dalla.
Mi ricordo che proprio un paio di giorni prima avevo scritto un post dedicato alla bellezza della sua "Anna e Marco" e per un attimo mi sembrò di essere stato un vero e proprio uccellaccio del malaugurio...
Dopo un anno mi ritrovo sempre qui a pensare a quanto sia bella quella canzone (non che sia l'unica, fino a metà degli anni '80 ha scritto capolavori su capolavori) e come riesce sempre a farmi commuovere ogni volta che l'ascolto.
Poco da dire, è una delle mie preferite di Dalla, sicuramente il testo che ammiro di più e che riporto qui sotto:
"Anna come sono tante anna permalosa
anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno
perde qualcosa
se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
anna con le amiche
anna che vorrebbe andar via
marco grosse scarpe e poca carne
marco cuore in allarme
con sua madre una sorella
poca vita sempre quella
se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
marco col branco
marco che vorrebbe andar via
e la luna e' una palla
ed il cielo e' un biliardo
quante stelle nei flippers
sono piu' di un miliardo
marco dentro a un bar
non sa cosa fara'
poi c'e' qualcuno che trova una moto
si puo' andare in citta'
anna bello sguardo non perde un ballo
marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che e' uno schifo
poca gente che li guarda
c'e' una checca che fa il tifo
ma dimmi tu dove sara'
dov'e' la strada per le stelle
mentre parlano
si guardano e si scambiano la pelle
e cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana
ma l'america e' lontana
dall'altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura
e la luna in un silenzio
ora si avvicina
con un mucchio di stelle
cade per strada
luna che cammina
luna di citta'
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda abbaia e se ne va
anna avrebbe voluto morire
marco voleva andarsene lontano
qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano"
Di solito non amo soffermarmi tanti sui testi, ma per questo ne vale la pena: una storia semplice, due ragazzi di periferia (quando il confine tra il centro della città e la periferia era davvero marcato, nel primo c'era tutto, nella seconda niente) con la voglia di un'altra vita. Lei la classica ragazza carina che ama stare con le amiche e ballare, un bel caratterino e la certezza che quel posto, la periferia, la stia sfiorendo ogni giorno di più. Lui un ragazzo timido, non proprio un ritratto della salute, uno che non riesce ad imporsi con gli amici per questo, come tanti ragazzi della sua età, si confonde nel classico branco.
Un classico sabato sera, un classico bar dove si entra, si fumano mille sigarette sperando di dare una svolta alla serata e, come per magia, ecco qualcuno che arriva con una moto. La serata è salva, c'è una discoteca (che in quegli anni spuntavano come funghi) dove andare.
Anna è già lì come sempre, Marco ci arriva per caso: si incontrano, si guardano, cominciano a ballare insieme anche se lui è il classico pestapiedi e per un attimo dimenticano tutto, la loro vita che vorrebbero cambiare, la periferia, l'insoddisfazione.
Poi, certo, c'è un ritorno alla realtà, con loro due che capiscono di non essere in America ma in una squallida discoteca con poca gente.
Infine gli ultimi versi, per il sottoscritto pura poesia. Anna e Marco non sopportano più la vita che vivono: Anna addirittura vorrebbe farla finita, Marco vorrebbe andarsene via ma...c'è sempre un ma...
Ormai si sono incontrati e la loro vita non sarà più la stessa: insieme, mano nella mano, potranno andare oltre le loro sofferenze individuali, insieme anche la squallida periferia dove vivono e vivranno non farà più schifo, insieme la vita di tutti i giorni sarà meno brutta.
La forza dell'amore.
Ok, non sono riuscito a spiegarlo bene, come detto non sono avvezzo a commentare i testi, c'ho provato perché un testo del genere merita, così come la canzone.
Buon ascolto...
Nessun commento:
Posta un commento