giovedì 22 febbraio 2018

I TRE PORCELLINI (Un raccontyno decostruttivista)

C'erano una volta tre piccoli porcellini che vivevano insieme ai loro genitori.
Non erano tre porcellini uguali ai loro simili: sin dalla nascita si erano sempre dimostrati curiosi e pieni di voglia di imparare cose nuove.
Col passare degli anni la curiosità non era mai venuta meno, tant'è che un giorno si ritrovarono tutti e tre con un titolo di studio: il primo diventò geometra, il secondo ingegnere ed il terzo architetto.
Quel giorno stesso però la loro mamma li chiamò e disse loro che ormai erano diventati grandi e avrebbero dovuto provvedere a costruirsi una casa e a vivere ognuno la propria vita.
I tre furono d'accordo ed il giorno dopo partirono, non prima di salutare i loro genitori che li misero in guardia: “Ricordate, state attenti ai pericoli e in particolare ad un lupo cattivo che divora i bravi porcellini!”
Ognuno dei porcellini annuì e prese la propria direzione.

Il primo, un baldanzoso geometra che aveva appena superato l'esame di stato dopo un tirocinio massacrante, decise di realizzare la propria casa con la paglia, anzi con le balle di paglia pressate e compattate. Il risultato, benché esteticamente improbabile e casuale, garantì comunque all'abitazione una certa solidità malgrado le apparenze.
Venne dunque il lupo e appena vide la casa realizzata con la paglia cominciò a soffiare così forte che...la casa rimase lì al suo posto!
“Ma come? O il mio soffio non è più quello di una volta o quella casa nasconde un segreto!”
Nel dubbio decise di ricorrere all'astuzia e bussò alla casa.
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono il geometra del catasto e sono venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“L'accatastamento di questa casa non risulta regolare, mi sa che hai sbagliato con la procedura DOCFA...”
“Impossibile, i miei DOCFA sono sempre perfetti...”
“Eh, ma qui caro porcellino risulta non regolare, forse non torna la sagoma esterna...fammi entrare e ne parliamo...”
Il porcellino geometra cascò nell'inganno, aprì la porta, fece entrare il lupo e questi appena messa la zampa dentro gli saltò addosso e ne fece un sol boccone.

Il secondo porcellino, un diligente e metodico ingegnere, aveva da subito ripreso in mano un suo progetto, con tutti i particolari costruttivi dimensionati, e aveva realizzato una bella casetta in legno, anche questa resistente, anche questa esteticamente non bellissima.
Ma lui era contento.
Il lupo arrivò e pensò: “Ma stai a vedere che anche questo porcellino si è fatto furbo. Vabbé, proviamo lo stesso a soffiare!”
Cominciò a soffiare talmente forte da rimanere senza fiato, ma la casa rimase al suo posto...
Anche qui allora decise di ricorrere all'astuzia.
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono l'Ingegnere capo del Genio Civile e sono venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“Il dimensionamento della tua struttura risulta non corretta e poi abbiamo notato che non hai considerato il carico della neve nel dimensionare la copertura.”
“Impossibile, quando progetto le strutture verifico sempre ogni passaggio e non tralascio mai nessun dettaglio...”
“Eh, ma qui caro porcellino c'è qualcosa che non va...fammi entrare e ne parliamo...”
Il porcellino ingegnere cascò anche lui nell'inganno, aprì la porta, fece entrare il lupo e questi appena messa la zampa dentro gli saltò addosso e fece anche di lui un sol boccone.

Il terzo porcellino infine era diventato un architetto e per la tesi di laurea progettò quella che sarebbe diventata la sua casa, in puro stile decostruttivista. Non c'era niente di regolare, manco una linea retta, solo ed esclusivamente linee storte e curve; un pronao ispirato al Pantheon ma ovviamente decostruito e smembrato segnava l'ingresso ed all'interno era riuscito a realizzare anche un giardino segreto.
Chi passava da lì vicino si domandava quale matto avesse deciso di realizzare una casa del genere, ma lui era contento.
Arrivò il lupo, ma non appena vide la casa il primo pensiero fu:
“Ahhhh, maledetti architetti, evitiamo di soffiare vai...” seguito però da un “...vabbé dai, gli farfuglio due cose sul catasto o sulle strutture, lui non ci capirà niente, aprirà e poi...”
Toc toc.
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono il geometra del catasto e sono venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“L'accatastamento di questa casa non risulta regolare, mi sa che hai sbagliato con la procedura DOCFA...”
“Ah, ho capito...senta, deve chiamare il geometra che ha redatto il DOCFA, io non so neanche di cosa parla...”
Il lupo non si aspettava una risposta del genere, salutò e decise di riprovarci il giorno dopo.
Il mattino seguente, di buon'ora...
Toc toc
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono l'Ingegnere capo del Genio Civile e sono venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“Il dimensionamento della tua struttura risulta non corretta e poi abbiamo notato che non hai considerato il carico della neve nel dimensionare la copertura.”
“Ah, ho capito...senta, deve chiamare l'ingegnere che ha fatto i calcoli, se vuole le lascio il numero...”
Il lupo rimase interdetto
“No no, non importa, le farò risapere...”

I giorni passavano e il lupo non riusciva a trovare un modo per incastrare anche l'ultimo porcellino, finché perse la pazienza e decise di calarsi dal caminetto per coglierlo di sorpresa.
Ma c'era un problema, anzi due.
Innanzitutto la copertura, rivestita in titanio, era scivolosa e camminarvi sopra era molto difficile.
Inoltre il mattacchione l'aveva disseminata di comignoli, a volte necessari a volte no.
Vezzi da architetto.
Dopo aver passato una giornata intera a cercare di capire quale fosse il camino giusto, il lupo decise di entrare da quello che, in base ai suoi ragionamenti, l'avrebbe portato dritto dritto nel soggiorno.
Salì sul tetto, tra mille difficoltà arrivò al camino...si calò ma quando arrivò non credette ai suoi occhi.
Non era arrivato nel soggiorno della casa, ma nello studio, dove il porcellino ed altri due colleghi architetti stavano litigando furiosamente!
“Bene, bene...ora li colgo di sorpresa e me li mangio tutti e tre! Caccio subito un urlo...”
E l'urlo arrivò.
Ma i tre manco lo sentirono talmente erano presi dal loro litigio.
Allora il lupo cacciò un urlo ancora più forte, ma niente, la discussione sulla forma da dare all'edificio che stavano progettando era troppo accesa.
Il lupo urlò due, tre, quattro volte, poi al quinto sentì che tutto si stava fermando.
Riuscì solo a carpire un “...ma basta con questa modernità, il rapporto con il contesto, il rapporto con il contesto!!!” e poi stramazzò al suolo e morì.
I tre a quel punto si accorsero del lupo.
Il porcellino proprietario di casa lo guardò e commentò:
“Ahi ahi ahi caro lupo, lo dovevi sapere che gli architetti è meglio lasciarli perdere...”


E la discussione ripartì.

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