C'erano una volta tre piccoli
porcellini che vivevano insieme ai loro genitori.
Non erano tre porcellini uguali ai loro
simili: sin dalla nascita si erano sempre dimostrati curiosi e pieni
di voglia di imparare cose nuove.
Col passare degli anni la curiosità
non era mai venuta meno, tant'è che un giorno si ritrovarono tutti e
tre con un titolo di studio: il primo diventò geometra, il secondo
ingegnere ed il terzo architetto.
Quel giorno stesso però la loro mamma
li chiamò e disse loro che ormai erano diventati grandi e avrebbero
dovuto provvedere a costruirsi una casa e a vivere ognuno la propria
vita.
I tre furono d'accordo ed il giorno
dopo partirono, non prima di salutare i loro genitori che li misero
in guardia: “Ricordate, state attenti
ai pericoli e in particolare ad un lupo cattivo che divora i bravi
porcellini!”
Ognuno dei porcellini annuì e prese la propria
direzione.
Il primo, un baldanzoso geometra che
aveva appena superato l'esame di stato dopo un tirocinio massacrante,
decise di realizzare la propria casa con la paglia, anzi con le balle
di paglia pressate e compattate. Il risultato, benché esteticamente
improbabile e casuale, garantì comunque all'abitazione una certa
solidità malgrado le apparenze.
Venne dunque il lupo e appena vide la
casa realizzata con la paglia cominciò a soffiare così forte
che...la casa rimase lì al suo posto!
“Ma come? O il mio soffio non è più
quello di una volta o quella casa nasconde un segreto!”
Nel dubbio decise di ricorrere
all'astuzia e bussò alla casa.
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci
porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono il geometra del catasto e sono
venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“L'accatastamento di questa casa non
risulta regolare, mi sa che hai sbagliato con la procedura DOCFA...”
“Impossibile, i miei DOCFA sono
sempre perfetti...”
“Eh, ma qui caro porcellino risulta
non regolare, forse non torna la sagoma esterna...fammi entrare e ne parliamo...”
Il porcellino geometra cascò
nell'inganno, aprì la porta, fece entrare il lupo e questi appena
messa la zampa dentro gli saltò addosso e ne fece un sol boccone.
Il secondo porcellino, un diligente e
metodico ingegnere, aveva da subito ripreso in mano un suo progetto,
con tutti i particolari costruttivi dimensionati, e aveva realizzato
una bella casetta in legno, anche questa resistente, anche questa
esteticamente non bellissima.
Ma lui era contento.
Il lupo arrivò e pensò: “Ma stai a
vedere che anche questo porcellino si è fatto furbo. Vabbé,
proviamo lo stesso a soffiare!”
Cominciò a soffiare talmente forte da
rimanere senza fiato, ma la casa rimase al suo posto...
Anche qui allora decise di ricorrere
all'astuzia.
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci
porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono l'Ingegnere capo del Genio
Civile e sono venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“Il dimensionamento della tua
struttura risulta non corretta e poi abbiamo notato che non hai
considerato il carico della neve nel dimensionare la copertura.”
“Impossibile, quando progetto le
strutture verifico sempre ogni passaggio e non tralascio mai nessun
dettaglio...”
“Eh, ma qui caro porcellino c'è
qualcosa che non va...fammi entrare e ne parliamo...”
Il porcellino ingegnere cascò anche
lui nell'inganno, aprì la porta, fece entrare il lupo e questi
appena messa la zampa dentro gli saltò addosso e fece anche di lui
un sol boccone.
Il terzo porcellino infine era
diventato un architetto e per la tesi di laurea progettò quella che
sarebbe diventata la sua casa, in puro stile decostruttivista. Non
c'era niente di regolare, manco una linea retta, solo ed
esclusivamente linee storte e curve; un pronao ispirato al Pantheon
ma ovviamente decostruito e smembrato segnava l'ingresso ed
all'interno era riuscito a realizzare anche un giardino segreto.
Chi passava da lì vicino si domandava
quale matto avesse deciso di realizzare una casa del genere, ma lui
era contento.
Arrivò il lupo, ma non appena vide la
casa il primo pensiero fu:
“Ahhhh, maledetti architetti,
evitiamo di soffiare vai...” seguito però da un “...vabbé dai,
gli farfuglio due cose sul catasto o sulle strutture, lui non ci
capirà niente, aprirà e poi...”
Toc toc.
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci
porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono il geometra del catasto e sono
venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“L'accatastamento di questa casa non
risulta regolare, mi sa che hai sbagliato con la procedura DOCFA...”
“Ah, ho capito...senta, deve chiamare
il geometra che ha redatto il DOCFA, io non so neanche di cosa
parla...”
Il lupo non si aspettava una risposta
del genere, salutò e decise di riprovarci il giorno dopo.
Il mattino seguente, di buon'ora...
Toc toc
“Chi è?”
“Ma come, non mi riconosci
porcellino?”
“No, chi sei?”
“Sono l'Ingegnere capo del Genio
Civile e sono venuto qui per dirti una cosa...”
“Cosa?”
“Il dimensionamento della tua
struttura risulta non corretta e poi abbiamo notato che non hai
considerato il carico della neve nel dimensionare la copertura.”
“Ah, ho capito...senta, deve chiamare
l'ingegnere che ha fatto i calcoli, se vuole le lascio
il numero...”
Il lupo rimase interdetto
“No no, non importa, le farò
risapere...”
I giorni passavano e il lupo non
riusciva a trovare un modo per incastrare anche l'ultimo porcellino,
finché perse la pazienza e decise di calarsi dal caminetto per
coglierlo di sorpresa.
Ma c'era un problema, anzi due.
Innanzitutto la copertura, rivestita in
titanio, era scivolosa e camminarvi sopra era molto difficile.
Inoltre il mattacchione l'aveva
disseminata di comignoli, a volte necessari a volte no.
Vezzi da architetto.
Dopo aver passato una giornata intera a
cercare di capire quale fosse il camino giusto, il lupo decise di
entrare da quello che, in base ai suoi ragionamenti, l'avrebbe
portato dritto dritto nel soggiorno.
Salì sul tetto, tra mille difficoltà
arrivò al camino...si calò ma quando arrivò non credette ai suoi
occhi.
Non era arrivato nel soggiorno della
casa, ma nello studio, dove il porcellino ed altri due colleghi
architetti stavano litigando furiosamente!
“Bene, bene...ora li colgo di
sorpresa e me li mangio tutti e tre! Caccio subito un urlo...”
E l'urlo arrivò.
Ma i tre manco lo sentirono talmente
erano presi dal loro litigio.
Allora il lupo cacciò un urlo ancora
più forte, ma niente, la discussione sulla forma da dare
all'edificio che stavano progettando era troppo accesa.
Il lupo urlò due, tre, quattro volte,
poi al quinto sentì che tutto si stava fermando.
Riuscì solo a carpire un “...ma
basta con questa modernità, il rapporto con il contesto, il rapporto
con il contesto!!!” e poi stramazzò al suolo e morì.
I tre a quel punto si accorsero del
lupo.
Il porcellino proprietario di casa lo
guardò e commentò:
“Ahi ahi ahi caro lupo, lo dovevi
sapere che gli architetti è meglio lasciarli perdere...”
E la discussione ripartì.
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