lunedì 21 novembre 2011

LIFE OF MAX - Episodio n° 2 - LA DOMENICA DROMEDARIA

Max continuava a grattarsi la testa sperando che la memoria tornasse e riuscisse a decifrare il biglietto che aveva trovato nel letto...di chi era? E cosa ci faceva quel biglietto nel suo letto? Evidentemente i postumi del sabato sera molto alcoolico erano difficili da mandare via...
“Ahhhh, ora ricordo...Lara...andiamo bene, manco mi ricordo chi mi porto a letto...”
Lara, Lara...una bomba per troppo tempo lasciata inesplosa; lei che lo puntava da tempo, lui che attendeva non si sa neanche bene perché, almeno fino alla sera prima. Un compleanno di un amico da festeggiare, il vino che scorreva a fiumi, pure il whisky e poi eccoli avvinghiati davanti alla porta di casa sua...il resto non ha bisogno di spiegazioni, così come ciò che c'era scritto nel biglietto:
“Mi hai fatto aspettare un sacco di tempo ma ne è valsa la pena. Chiamami quando vuoi e sarò subito da te...”

“Oh perbacco, una cosa del genere non me l'aveva mai detta nessuna...” e cominciò a ripensare a tutte le donne che avevano varcato la soglia di quella casa non con l'intento di ascoltare un cd o sfogarsi perché si sentivano giù di morale.
Tante, decisamente tante, forse anche troppe.
“Nahhhhh, non sono mai troppe le donne e poi meglio così che con la fede al dito, mica mi voglio ridurre come quegli ex amici che ora non parlano altro che di gravidanze, pappette e pannolini da cambiare? Io genitore? Più volentieri....nooooooooooooo, sono le 5:30!!!!!!!!!!!!!! I miei mi aspettavano per pranzo, ma porca puttana!!!”

Poco da dire se non che il risveglio era stato traumatico; i postumi di una notte in flambé si ripercuotevano sull'umore e neanche il fogliettino che certificava il suo essere macho lo rincuorava. C'era dell'altro, come spesso capitava negli ultimi tempi pensava a Ginevra.
Era passato un po di tempo dall'ultima volta che l'aveva vista e, benché avesse capito quanto fosse grande il solco che lo divideva da lei, non poteva non pensare a quanto fossero complementari e come riuscissero a stare davvero bene insieme. Purtroppo la vita li aveva separati, però...a volte si ritrovava a fantasticare su cosa avrebbe fatto se fossero rimasti insieme. Sposati? Conviventi? Magari con la voglia di avere figli ma anche no?
L'ennesima puntina di amaro si incuneò nell'animo di Max in questa ormai maledetta domenica dromedaria.
“Diciamo la verità” pensò tra se e se “forse forse non è che sia così entusiasmante questa vita. Ho compiuto trentatré anni, continuo a vivere come se ne avessi venti, a volte mi ritrovo a passare delle serate con ragazzi di ventidue o ventitré anni e spesso mi sento come...fuori posto...ma non è che sbaglio io qualcosa??? Vabbé, infiliamo sotto la doccia che è meglio vai...”

Una doccia bollente con tanto di finale gelato (voluto) lo svegliò definitivamente dal torpore dell'alba postpomeridiana. Uno sguardo allo specchio, i primi segni di un certo imbolsimento dovuto al naturale corso della vita, i primi capelli bianchi che suscitarono anche una certa ilarità in Max.
“Wow, ora divento fico come George Clooney, yeah!”.
Il primo sorriso della giornata spuntò finalmente sulle sue labbra.
“Allora...ok, ho trentatré anni, l'età giusta per una sacrosanta crisi di identità, non so cosa fare della mia vita, forse sono ancora innamorato di lei ma in fondo chissenefrega. In quanto sotto sotto sofferente in amore ho tutto il diritto di comportarmi come un gagà contemporaneo e se c'è qualcosa che non va nella mia vita, beh, ci penserò da domani che è lunedì. Anche se sono già le 6:00 di pomeriggio ho deciso che mi vestirò di tutto punto, scenderò giù al bar e chiederò ad Alfredo due caffé doppi, uno per me e uno per la mia crisi di identità. Amen.”
E così fece.
Un'altra domenica dromedaria era passata.

PS. Grazie a Sergio Caputo per l'ispirazione...

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