giovedì 24 novembre 2011

MERCURY, DE ANDRE' ED UNA SCORZA DI ACIDO...

Io me lo ricordo benissimo quel 24 novembre del 1991.
La solita giornata anonima passata tra scuola, pochi libri sfogliati a casa e via al bar dagli amici.
Al TG avevano dato la notizia che ovviamente era diventata La Notizia: la morte di Freddie Mercury.

Mi ricordo benissimo anche quando mi imbattei per la prima volta con i Queen.
Festival di Sanremo 1984, allora manifestazione canora per eccellenza; restavamo tutti a guardarlo per cercare di imparare subito le canzoni e non rimanere indietro (se ne fanno di errori in gioventù...). Il gruppo si presentò come ospite ed eseguì "Radio ga-ga". Mi entusiasmarono? No.

Anni dopo però cominciarono a piacermi. Qualche canzoncina azzeccata ("I want it all" aveva davvero un bel tiro...),la fama che li precedeva ("Oh, i Queen sono i Queen!!!") e poi un compagno di classe volle doppiarmi su cassetta (altri tempi) l'ultimo album "Innuendo".
Album davvero niente male che mi piacque e, visto che ero l'unico tra gli amici ad averlo, cercai di pubblicizzarlo. Il dialogo tipo era:
"Oh, sai che mi hanno doppiato l'ultimo dei Queen?"
"Ah si?"
"Si, davvero!"
"E com'è?"
"L'ho ascoltato qualche volta ed è bello!"
"Ah, allora semmai ti porto una cassetta e me lo doppi!"
"Ok"
Va da se che nessuno mi portò una cassetta e rimasi il solo ad ascoltare quello che poi si rivelò l'ultimo album con Freddie Mercury vivo. Rimasi solo fino al 24 novembre.

Da quel giorno partì una mega campagna pubblicitaria dedita alla costruzion e alla contemporanea celebrazione del mito.
Da quel giorno tutti amarono i Queen, tutti tenevano il poster di Freddie Mercury in camera, tutti comprarono gli album del gruppo ed anche quelli solisti (compreso quel "Mr bad guy" di Freddie che aveva venduto meno copie de L'informatore della Coop), tutti lo elessero miglior cantante di sempre.
Era facile. Volevi darti un tono? Volevi essere fico? Volevi passare da intenditore di musica anche se fino al giorno prima ascoltavi solo Radio Deejay? Bastava procurarsi una copia di "Greatest hits I" ma meglio una di "Greatest hits II", uscirsene con frasi del tipo "Ehhhh, solo lui cantava in quel modo" ed il gioco era fatto.
Da quel giorno, anche se poi alla fine tra dischi, cd e cassette ho una decina di loro titoli, detesto cordialmente i Queen e Freddie Mercury.
C'è poco da fare, detesto tutto quello che c'è stato intorno a loro da allora, destesto la speculazione sulla morte di Freddie, detesto il musical "We will rock you", la reunion con Paul Rodgers, i vari album postumi comprendenti anche i suoi rutti dopo aver mangiato del salame toscano. Insomma, un overdose di Mercury di cui avrei fatto volentieri a meno ma tant'è...
Se poi parliamo di musica devo dire che, anche se sono parziale, hanno sfornato buoni album e alcune canzoni degne di nota ma continuo a reputarli secondari rispetto ai miei mostri sacri (Beatles, Led Zeppelin, The Who, Genesis, Stevie Wonder e Taurus).

Ne approfitto, visto che ho parlato di overdose di Mercury, per dire il mio personale BASTA!!! all'infinito e mai domo sfruttamento della figura del più grande cantautore italiano di sempre, ovvero Fabrizio De André.
Il meccanismo è stato lo stesso. E' morto nel gennaio del 1999 e da quel giorno è diventato mito.
E allora vai con i concerti in suo onore, gli album tributo, le compilation, i libri, i convegni e le citazioni sempre pronte da usare perché, non so se ve ne siete accorti, ma citare versi di una canzone di De André fa molto fico!!!
L'ultima iniziativa riguarda una compilation, curata ovviamente da Dori Ghezzi e ovviamente presentata a "Che tempo che fa" (con Fabio Fazio così appassionato di musica da scambiare un LP per un maxi cd...), con le canzoni di Faber riarrangiate in chiave sinfonica. Il mio commento a tal notizia è stato uno ed uno soltanto: MA BASTA!!!!!! CHE PALLE!!!!!!!

Tuttavia solo una domanda mi rimane senza risposta: com'è che Yoko Ono, che dal 1980 preserva la figura di suo marito John Lennon centellinando le uscite discografiche e mediatiche, viene trattata come una perfida iena e una come Dori Ghezzi, che dal 1999 ha fatto pubblicare più dischi di quanti ne avesse realizzati De André nei 15 anni precedenti, è una che celebra giustamente la memoria del marito?

Ai poster l'ardua sentenza.

Passo e chiudo.

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