martedì 15 maggio 2012

20 ANNI ED ERA MEGLIO NON SENTIRLA

Ecco, ci sono dei giorni come gli ultimi in cui non ho poi così tanta voglia di scrivere.
Poi, curiosando (leggi cazzeggiando) su internet vengo a scoprire che il prossimo 5 giugno è il ventesimo anniversario dell'uscita del primo album degli 883, la cui title track diventò un tormentone dell'estate 1992, ovvero "Hanno ucciso l'uomo ragno".
E allora mi cominciano a prudere le mani e devo scrivere qualcosa di getto, senza pensarci tanto su.
Ok, passato lo scoramento iniziale al pensiero che sono passati 20 anni (mica tre giorni), mitigato comunque dal ricordo di quell'estate a studiare per riparare 3 (diconsi tre) materie, entro nello specifico e dico: AMMAZZA CHE CANZONE DIMMERDA!!!!

A parte che all'epoca, essendo un vero rocker (nell'animo però, fuori ero un bravo ragazzino che girava con un Si della Piaggio manco truccato), vedevo come fumo negli occhi tutta la musica che non avesse una base fatta da chitarre pese e distorte; ma questa canzone, oltre ad essere cantata da quelle ragazzine che poi non me la davano mai (qualcuna in particolare? No, io intendo proprio tutto l'universo femminile) e dai ragazzotti discotecari, diciamocelo, faceva davvero schifo al cazzo!

Tanto per cominciare il fatto che fossero uno dei tanti prodotti sfornati da quell'oscuro figuro chiamato Claudio Cecchetto me li rendeva antipatici; speravo almeno che facessero la fine di tanti altre meteore, da Betty Villani a Tracy Spencer passando per i ViaVerdi e i CiaoFellini, di Cecchettiana memoria ma purtroppo non è andata così...
Poi la canzone e, soprattutto, il testo...dico, il testo!!!
Non sto manco ad analizzarlo, e tra l'altro scordatevi che metta il video qui sotto (a tutto c'è un limite), ma se penso che il mio diciottesimo anno di vita, anno cruciale nella vita di una persona, è stato riempito da frasi come

"Hanno ucciso l'uomo ragno
chi sia stato non si sa
forse quelli della mala
forse la pubblicità
Hanno ucciso l'uomo ragno
non si sa neanche perché 
avrà fatto qualche sgarro
a qualche industria del caffé"

arrivo alla conclusione che un Dio esiste, eccome se esiste, però mi odia.
Non c'è altra spiegazione logica.



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