Oggi ero contento.
Dopo un bel po' di tempo, finalmente, potevo concedermi il lusso di una bella girata a Firenze con moglie e figlio.
Niente toccata e fuga per lavoro, niente macchina, il treno preso verso le 17:00 per evitare le ore più calde (seguo i saggi consigli della televisione io!), due passi a piedi in centro e poi cena da qualche parte.
Nessun ritardo, verso le 17:30 siamo a Santa Maria Novella e, stranezza delle stranezze, non c'è la classica cappa dell'afa che contraddistingue l'estate fiorentina. "Perfetto, senti come si sta bene", penso io...
Via Nazionale, via S.Gallo, piazza S.Marco, piazza Duomo...i soliti giri che però mi mancavano da morire...o no?
Già, sembra strano ma mano a mano che il tempo passava mi sentivo sempre più a disagio, quasi come un pesce fuor d'acqua. Eppure era strano...io amo Firenze, è sempre stato un punto di riferimento: quando da piccolo mi ci portavano ero sempre contento, al di là del caos che digerivo male dato che vivevo in campagna; era il grande giorno, quello diverso rispetto agli altri tutti uguali e talvolta un po' grigi.
Poi vennero i 14 anni, la scelta delle scuole superiori: Firenze! M'importava una sega svegliarmi alle 6:00 di mattina, prendere l'autobus alle 6:30, tornare alle 15:00 ed essere troppo stanco per studiare...
Ci stavo volentieri, tutto mi sembrava diverso, più grande, ci si poteva fare gli affari propri...non come nel paesino dove tutti sapevano di tutti.
Finita la scuola...due anni di tirocinio a Certaldo: mamma mia che ricordi tristi! Quelle vie del centro sempre vuote durante il giorno, nessuno con cui scambiare una chiacchiera, la pasticceria della piazza poi faceva anche schifo...indovinate un po' cosa feci alla fine dei due anni?
Si, certo, l'esame di stato, ma anche una bella iscrizione all'università!
E allora ecco che si ritorna a Firenze! Ma stavolta non da pendolare ma, per grande fortuna, da residente.
Tutta l'università l'ho passata lì, nelle vie del centro, legandomici sempre di più, pensando che ci sarei rimasto per sempre...poi il matrimonio, i primi tempi tutto ok ma ad un certo punto ti accorgi che 42 mq forse sono pochi.
E ti rendi conto che Firenze è bella ma invivibile, che forse uno avrebbe bisogno anche di una certa normalità nella vita di tutti i giorni (tipo parcheggiare davanti a casa...) e che, purtroppo, i prezzi delle case sono così alti (o almeno lo erano nel 2008) che conviene andarsene...a malincuore.
Ed arriviamo ai gironi nostri giorni.
Un po' di nostalgia cosiddetta canaglia che ti prende proprio quando non vuoi, una certa idealizzazione della città e poi ci arrivi e ti accorgi che qualcosa non va.
Non ti ci trovi bene, ricordi che in fondo detestavi i troppi motorini, i marciapiedi strettissimi, le strade invivibili, i troppi turisti, i negozi sempre meno tipici sempre più uguali al resto del mondo, le bottigliette d'acqua da mezzo litro a 1,50 €; ti prende lo sconforto quando vedi il fu Cinema Gambrinus (oddio come mi faceva sognare quel posto, com'era bello anche il bar...) per anni chiuso e lasciato al suo destino, trasformato nel solito e banale Hard Rock Cafè che trovi nel resto del mondo.
Improvvisamente senti che quel posto non ti appartiene più, sei uno dei tanti turisti che lo affollano e lo mantengono, è un po' triste ma forse doveva accadere.
La vita cambia, cambiano le amicizie, le opinioni, il senso che uno vuol dare alla propria esistenza.
A quanto pare Firenze è il passato.
Non solo per me, tra l'altro.
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