Caro Amico ti scrivo...
...comincio proprio con questi versi di Lucio Dalla per farmi vivo con te, Amico mio...
Ti scrivo in una notte d'agosto neanche troppo calda, molto silenziosa tra l'altro, in cui però non riesco a prendere sonno; allora, visto che da tanto tempo volevo scriverti due righe, eccomi qua!
Tra l'altro, quando si dice le coincidenze...mi ricordo esattamente due anni fa, proprio in questo giorno, mentre ero all'ospedale a Firenze con mia moglie che stava per partorire, mi giunse una telefonata da quell'altro nostro Amico che mi disse che te n'eri andato.
Ma dove sei finito?
E' da quel giorno che me lo sto domandando e non ho ancora trovato una risposta; al nostro Amico non ho avuto il coraggio di chiederglielo, non vorrei passare da fesso del tipo "classica persona che non capisce una cosa anche se gliela ripeti duecento volte". Tuttavia qualche idea me la sono fatta, perché in tutti questi anni un po' di tempo insieme lo abbiamo passato.
Ed allora sono giunto alla conclusione che l'Italia ti stava stretta, avevi bisogno, soprattutto dopo quello che avevi passato, di grandi spazi, di strade che non finiscono e di cieli sempre azzurri...lo so, sei andato in America, più precisamente in California! Lo so perché avevamo tredici anni e già mi facevi una "capa tanta" con gli Eagles, Los Angeles e la California; mi ricordo anche come ci rimanemmo male quando trovammo quel Ciao 2001 del 1979 (non mi ricordo dove) con uno special proprio su di loro che avevano appena pubblicato "The long run" e scoprimmo che nessuno del gruppo era californiano (tranne Don Felder)...
Però ormai te eri partito, Los Angeles stava diventando ciò che La Mecca è per un musulmano, una terra promessa, un punto di arrivo.
Ma cosa starai facendo a Los Angeles? Secondo me ti sei deciso a prendere quella benedetta patente per i camion e giri lo stato su quei mostri a 256 ruote con i clacson spaccatimpani. Los Angeles - San Francisco, poi una deviazione sulla Route 66, perché tu sei un tipo da Route 66, poche palle e così via...
Lo so, lo so, lì ci stai bene, spazi immensi, mica quel paesino così ristretto nelle dimensioni e nella mentalità dove hai abitato fino a due anni fa: la libertà, ecco cosa ti mancava! Non l'avevi capito, neanche noi a dire la verità, ma camminare sul filo del rasoio per due anni ti ha fatto davvero realizzare quello che veramente volevi nella vita...
Peccato però, peccato perché ogni tanto sarebbe bello rivedersi, incontrarsi e passare un po' di tempo insieme; intendiamoci, nessun intento nostalgico del tipo "ah come si stava meglio quando avevamo 15 anni e giravamo sempre in motorino" (della serie grazie al cazzo!), solo la voglia di stare lì a chiacchierare senza un filo logico ben preciso, facendoci due risate con quello perennemente a lavorare "a la casa", l'altro che usa il freno a mano solo per il testacoda e l'altro ancora, tornato da poco, sempre ed orgogliosamente contro il mondo.
Una birra di qua, una birra di là, la serata che passa e la convinzione che, in quel momento, nessuno al mondo sta meglio di noi.
Spero davvero che tu decida di riaffacciarti in qualche modo e lanciarci un segnale di fumo: scrivo qui nel mio blog appunto per questo, magari per vie traverse avrai saputo di questo mio spazio e leggerai queste righe!
Io intanto ti saluto lo stesso, ti faccio un in bocca al lupo per tutto e, mi raccomando, se trovi qualcuno degli Eagles a giro per la California, portaci un autografo!
Ciao a presto
SalvadorS
PS. Sarò sincero, in quel periodo, mi riferisco a due anni fa, ne sentii dire tante su di te, compreso il fatto che non c'eri più, che quella malattia bastarda e schifosa che avevi sconfitto in realtà si era rifatta viva e l'aveva avuta vinta.
Non c'ho mai creduto, per un semplice ed unico motivo: nessuno è mai riuscito a sfottere e a prendere in giro la morte come hai fatto tu e nessuno è mai riuscito a metterla al tappeto, tu si.
E se si fosse rifatta sotto sono convinto che l'avresti liquidata con una delle tue risate.
E magari le avresti detto "Portami la tu' sorella..."
Su questo non ho dubbi.
Ciao ancora, Amico mio...
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