martedì 18 settembre 2012

RIENTRANDO DALLA PORTA PRINCIPALE

Sette anni sono passati dall'ultima volta che entrammo dall'ingresso principale.
Tre soli invece quando entrammo dalla porta sul retro.

In entrambi i casi troppo, troppo troppo tempo la Juve è stata fuori dalla Champions League o, come un tempo veniva chiamata, Coppa dei Campioni.
Lontani sono i tempi in cui se la disputavano solo i vincitori dei tornei nazionali anche se l'Italia è sulla strada buona per aver diritto ad un solo posto (questioni di ranking, in poche parole so una sega), ma lo spirito è sempre quello.
Per questo quando nel 2008 e nel 2009 ci qualificammo dopo essere arrivati terzi e secondi non è che fossi così entusiasta, ma quest'anno è diverso. Siamo i Campioni d'Italia, abbiamo lo scudetto cucito sulle maglie, una squadra niente male che, come recitava lo slogan per la campagna abbonamenti, ha ancora fame.

Ed allora ecco che l'attesa si tramuta in ansia sempre maggiore, ecco che le ore che mi separano dal calcio d'inizio sono solo un riempitivo in cui non deve succedere niente di che.
Io ho la mente, ma non il corpo, a Londra allo Stamford Bridge.
Quindi domani non tollero impegni imprevisti a lavoro, inviti a cena, viaggi che potrebbero portarmi troppo distante da casa ed in generale tutto ciò che, eventualmente, potrebbe scassarmi le palle.
E vi dirò, se per puro caso domani pomeriggio mi arrivasse un msg o un tweet o che cappero ne so da parte di Scarlett Johansson (dico, Scarlett Johansson) in cui mi chiede di testare con lei il suo nuovo materasso (comprato naturalmente dopo aver sentito in tv l'imperdibile offerta che sta per finire da 30 anni) proprio domani sera, io le risponderei picche, c'è la Juve ciccina mia, mettiti in fila (si, si, vabbé...tanto le ho dato il numero sbagliato...)!

E finalmente arriverà la sera.
Io ho già tutto in mente.
Mi dimentico di esistere dalle 20:30 in poi, prima mangio qualcosa, poi le due birre in frigo mi terranno compagnia durante la partita ed eviteranno la classica e scontata salivazione azzerata. Niente frittatone di cipolle, niente più sigarette nell'intervallo (ahimé, da circa un anno ho riperso quel vizio), forse rutto libero, bestemmia molto facile e lecita così come le derive razziste ed omofobe.
Mio figlio dovrà stare ad una distanza non inferiore ai 15 mt per non mandare all'aria tutto quello che stiamo facendo io e mia moglie per renderlo educato, naturalmente nessun parente e/o amico è tenuto a telefonarmi o a farsi vivo perché tanto io non esisterò e se per caso dovesse scoppiare la terza guerra mondiale spererei almeno che la Juve sia in vantaggio quando arriverà l'onda atomica...

Concludo augurando alla mia Juve di fare una partita maiuscola, è giunta l'ora di far capire a tutta l'Europa che siamo tornati.
Anche se una Federazione ottusa e incapace ha cercato di farci fuori il nostro condottiero.
Ma tanto noi vinciamo lo stesso!
Tiè!

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