lunedì 14 gennaio 2013

DEI DOPPIAGGI E DELLE MUSICASSETTE.

Di cosa vorrò parlare stasera?
Politica? Calcio? Notizie a gazzosina?
O magari vi propongo un altro racconto (a proposito, quello ce l'ho già pronto, nei prossimi giorni lo pubblicherò a puntate, forse...)?
No no no, a questo giro mi faccio un po' fregare dalla nostalgia canaglia (che ti prende proprio quando non vuoi) e faccio un tuffo nel passato. Il mio.

Niente di che, intendiamoci, è che l'altro giorno passando da casa dai miei per recuperare il materiale su cui avevo fatto la tesi, mi colpì una scatola dove tenevo delle vecchie audiocassette; la presi, poi tornai a casa e la lasciai da una parte.
Oggi l'ho guardata meglio e come per magia si è riaperto tutto un mondo non dico dimenticato ma sicuramente messo da parte...
Le musicassette...quanto le ho amate e quanto le ho odiate! Antipatiche, certo, però cavolo, se anni fa la passione per la musica mi è esplosa dentro è anche per merito di questi oggettini rettangolari antesignani della musica condivisa su internet!
Allora, andiamo per gradi.
L'audiocassetta per un ragazzo che studiava e che aveva la passione per la musica è stata una manna dal cielo. Negli anni '80, diciamo la seconda metà, e anche nei primissimi anni '90, un disco nuovo costava sulle 20000 - 25000 £ e, giusto per fare un esempio, io alla domenica ricevevo una paghetta che si aggirava intorno alle 7000-10000 £; mi potevo quindi permettere di comprare tutti i dischi che volevo, magari anche le ristampe che andavano sulle 10000 £?
No.
Allora come si faceva? Semplice, con circa 2000-3000 £ ti compravi una cassetta buona e ti facevi prestare da un amico o il disco o la cassetta del gruppo o del cantante che ti piaceva, e naturalmente appena potevi ricambiavi.
Quindi...non avevo i soldi per comprarmi i dischi o le cassette originali, me li doppiavo in cassetta e quando mi potevo permettere un disco poi lo proponevo da doppiare.
Che cassette sceglievo? Le marche erano quelle:  Basf non affidabili, Maxell abbastanza buone, con le Sony e le TDK andavi sempre sul sicuro così come con le Philips. Io preferivo le TDK sia per la qualità ma anche per l'estetica dato che non dovevo rigirare la cartolina dentro la confezione come per le Sony.
La durata? I formati principali erano di 46-60-90 minuti: le prime erano adatte per i dischi singoli ( i cui lati generalmente non superavano i 23 minuti), le ultime per i doppi, ma c'erano anche quelle da 120 minuti che io però non ho mai comprato...
Detto questo, quando si registrava, per esempio da un disco ma soprattutto da un cd, c'era da calcolare (ammesso il fatto di aver scelto la cassetta dal minutaggio giusto) la divisione delle canzoni su un lato e su quell'altro e c'era da sperare che la registrazione cominciasse bene, ma di questo ne parlerò dopo.
Non so perché, ma premere i tasti REC-PLAY contemporaneamente aveva sempre un grande fascino, come l'inizio di una grande avventura, sapevi che alla fine di quell'ora quell'album che tanto desideravi sarebbe stato anche tuo. E non finiva qui: già, perché una volta registrata la cassetta andava "decorata" scrivendo bene i titoli sulla cartolina ma soprattutto sulla costolina (quella che poi vedevi). Era l'occasione per dimostrare di essere bravo dal punto di vista artistico nel ricopiare bene i nomi e gli stemmi degli artisti.
Io ero abbastanza negato: mi riusciva bene il logo dei Metallica ed anche quello degli Anthrax, ma già con gli Skid Row venne fuori uno schifo totale, per cui spesso e volentieri li scrivevo e basta.

E poi le cassette le potevi usare non solo per doppiare i propri artisti preferiti.
Con un po', tanta, pazienza, potevi crearti delle vere e proprie compilation per svariati motivi.
Andavi in vacanza e non volevi portarti dietro 15 o 16 cassette? Ti facevi una compilation per l'occasione e te ne portavi 1 o 2. Stesso discorso andava fatto per quelle da tenere in macchina e poi...poi c'erano quelle che facevi per amore...
Nick Hornby ne parla nel suo libro "Alta fedeltà", quando il protagonista (proprietario di un negozio di dischi e anche dj) voleva fare colpo su una ragazza le preparava una cassetta e così facevo anche io, molto più banalmente però dato che mi concentravo sui lenti dei gruppi Heavy Metal, con risultati spesso disastrosi ma questa è un'altra storia...
Poi però c'erano alcuni inconvenienti.
Innanzitutto la registrazione: ancora oggi devo capire perché, nonostante facessi tutto con estrema cura e usassi solo cassette buone, le registrazioni partivano malissimo per poi riprendersi dopo un minuto o due ma intanto la registrazione era andata a puttane e dovevo rifare il tutto. Poi, nelle compilation, a volte si calcolavano male i tempi e una canzone veniva tagliata a metà, cosa che poteva succedere anche per il doppiaggio dei dischi o dei cd.
Inoltre a volte il nastro faceva le bizze e si avvolgeva sulla piastra e lì dovevi: mantenere la calma dopo aver tirato una scarica di bestemmie, poi armarti di una penna bic e riavvolgere bene il nastro sperando che tornasse come prima (a volte succedeva ma spesso il nastro rimaneva compromesso).
In quelle originali poi, alcune ne ho comprate, il libretto interno (che io ho sempre adorato) se era costituito da più pagine, una volta aperto non tornava più preciso come prima e per me la cassetta non era più la stessa. Altro grande problema era la smagnetizzazione dovuta o all'uso prolungato o al fratello/sorella che per caso ci registrava sopra.
Insomma, così come il disco (che doveva essere mantenuto con estrema cura) anche le cassette, originali e non, se le volevi far durare a lungo dovevi trattarle bene.
Sarà curioso, nei prossimi giorni, prendere quelle vecchie cassette (alcune hanno sui 22-23 anni) e riascoltarle per sentire come hanno retto il passare del tempo.
Forse alla fine saranno invecchiate meglio del sottoscritto.
Non che ci voglia molto a dire la verità...
Buonanotte.

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