venerdì 3 maggio 2013

UN SALUTO A JEFF HANNEMAN

Ero un ragazzino quando sentii parlare per la prima volta degli Slayer.
Chi ne parlava aveva come una sorta di paura e non aveva tutti i torti. 
Gli Slayer facevano paura!
Nessuno suonava con la loro potenza e la loro ferocia! 
Si, certo, i Metallica erano forti ma in confronto erano mammolette, gli Anthrax troppo scazzoni con quei bermuda colorati e la passione per il rap, i Megadeth lunatici come il loro leader.
Ma gli Slayer...mamma mia come pestavano duro (per dirla alla Freak Antony)!!!
Io li sentii per la prima volta nel 1990, quando uscì "Season in the abyss" con il singolo "War ensemble" (tra l'altro ascoltata dai piloti statunitensi in Iraq prima di partire per i bombardamenti...).
Spaventosi!
Poi mesi dopo vidi la copertina interna del live "Decade of aggression" con le foto dei fan che pogavano sotto il palco: non sto a descriverle ma vi basti sapere che neanche per un miliardo di euris avrei voluto trovarmi lì, nel mezzo...
Infine un mio carissimo amico per un compleanno mi regalò "Reign in blood", il loro Album per eccellenza.
28 minuti, 10 canzoni, un mix di potenza e ferocia impressionante, un muro sonoro che ti colpisce in faccia ripetutamente lasciandoti tramortito.
La canzone più famosa, e controversa visto il testo che parla di Mengele, era l'opener "Angel of death" ovvero la canzone che farei ascoltare a chi mi chiedesse cos'è il Thrash Metal.
Pazzesco il suono delle chitarre di Kerry King (ovvero colui che non vorresti mai e poi mai litigare) e Jeff Hanneman (dallo sguardo perennemente spiritato), ma anche la batteria di Dave Lombardo e la voce di Tom Araya non sono da meno, anzi...
Insomma, la ferocia riportata in musica.


E proprio stamani vengo a scoprire che Jeff Hanneman, proprio colui che ha scritto questa canzone, è morto a soli 49 anni.
Mi spiace davvero tanto.
Un saluto.


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