Ecco qua, anche stasera finisco per andare a letto tardi.
E' più forte di me, io avevo programmato di dormire prima di mezzanotte, poi comincio a scrivere, cancellare, riscrivere e stravolgere tutto che siamo già alle una di notte.
I pensieri sono quelli che sono, già durante la giornata non è che siano così profondi e culturalmente elevati, figuriamoci ora!
Ma tant'è, è bello ogni tanto avere un foglio bianco, cominciare a scrivere di getto per il puro gusto di farlo.
Senza un argomento ben preciso.
Senza un filo logico importante.
Senza niente di niente.
Solo io, questo foglio digitale da riempire, il rumore dei tasti, quello di una macchina che ogni tanto passa davanti a casa e quello dell'orologio a cucù che non fa più cucù e allora non andrebbe più chiamato orologio a cucù.
E' il lato affascinante di quest'ora, lato che ho conosciuto i primi anni dell'università quando le nottate non le passavo davanti ad un computer ma su un tavolo da disegno correndo a più non posso per finire in tempo.
Anche in quel caso chi mi teneva compagnia?
I caffè, le sigarette, la disperazione, il silenzio ma in generale la notte stessa e non è un caso che l'orario peggiore, quello dove davvero rischiavo di crollare, coincidesse con l'alba.
Insomma, a me la notte piace: ha il suo fascino, un po' anarchico, un po' malinconico ed anche un po' isterico.
Di certo è bello e lecito lasciarsi andare e farsi guidare.
Dove?
Non ne ho idea.
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