lunedì 10 ottobre 2011

1963-2011 VAJONT

Con un giorno di ritardo, colpevole visto che si parla di un anniversario, eccomi qua a ricordare e a parlare di un giorno non molto allegro.

9 ottobre 1963 ore 22:39: una frana di 270 milioni di mc si stacca dal monte Toc e scivola nel sottostante bacino artificiale del Vajont, realizzato solo da pochi anni per contribuire alla richiesta sempre maggiore di energia elettrica nel nostro paese.
L'onda provocata da tale frana supera la diga, si insinua a tutta velocità nella gola che la delimita per poi esplodere e liberarsi in tutta la sua potenza nella valle del Piave cancellando quasi completamente Longarone ed altri paesi vicini.
Più di 1900 morti in pochi minuti.
Un'apocalisse.

Io sul Vajont ci sono stato, più volte visto che a questa vicenda mi sono appassionato. E' tutto molto strano lassù. Arrivi a Longarone e vedi, in lontananza in mezzo ad una gola, questa diga che nonostante tutto sta ancora lì; ti sorbisci tornanti su tornanti e finalmente arrivi, parcheggi, la guardi davanti e vedi una gola così profonda che a malapena riesci a intravedere il torrente. Poi la guardi internamente e...cambia tutto: pochi metri e c'è subito il terreno e tutto intorno un mondo intero, fatto di alberi, sassi, stradine ricavate nel corso degli anni.
Guardi le montagne: a destra, dalla parte del Monte Salta, vedi la roccia nuda ma c'è qualcosa di strano. L'orografia di queste rocce è stranissima...poi ci pensi e capisci che l'ondata di quella notte ha ridisegnato tutto in questa vallata lasciando un segno indelebile.
Dall'altra parte, sul Monte Toc, una linea separa la roccia nuda dalla vegetazione ed anche un bambino capisce che tutto quel mondo su cui stiamo camminando dietro una diga un tempo era lassù su quel monte.
Una frana antica, che si era consolidata ed assestata nel corso delle varie ere geologiche, magari sarebbe rimasta lì altri millenni ma qualcuno ha pensato di andarci a costruire un lago artificiale proprio sotto.
I paesi che si affacciavano sul lago bene o male si sono ripresi negli ultimi anni (ad Erto tra l'altro c'è anche un ristorante davvero niente male, consigliato se hai passato una mattinata di fine dicembre sulla diga). La sorte peggiore però è toccata a Longarone. Un paese cancellato, ricostruito in fretta e furia ma che alla fine è un insieme di case con una chiesa (molto bella tra l'altro) e poco altro ed alla sera quando tramonta il sole sembra di essere in un borgo fantasma.

Io la consiglio una tappa sul Vajont, fa capire tante cose: innanzitutto che i cosidetti favolosi anni sessanta tanto favolosi non lo sono stati, lo sviluppo vertiginoso ed impressionante del nostro paese, accompagnato da un maggior benessere, qualcuno l'ha pagato a caro prezzo e i morti del Vajont sono tra questi.
Il Paese aveva un bisogno disperato di energia e in qualche modo doveva essere accontentato: si rischiava di far cadere una montagna in un lago? Chissenefrega, andiamo avanti. C'erano rischi per gli abitanti del luogo? Ma dai, verrà giù un pezzo alla volta e l'onda non creerà problemi...su su, avanti!
Consiglio anche la visione dello spettacolo di Marco Paolini andato in onda su Rai 2 il 9 ottobre 1997 direttamente dalla Diga del Vajont; io lo vidi, come molti altri visto che ebbe tanto successo e rimasi incollato alla tv per tutto il tempo. Metto qui sotto il link del primo tempo, accanto poi c'è anche il secondo tempo....ne vale la pena, guardatelo!

http://www.youtube.com/watch?v=aoXJ58MS0yY&feature=related

Buona giornata.

PS: Evitare come la peste il film di Martinelli "Vajont la diga del disonore", le intenzioni erano più che buone, il risultato orrendo.



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