Era un luminoso pomeriggio d'aprile nel bosco incantato di Pratiglio e tanti piccoli animalini approfittavano dello splendido sole per uscire dal letargo invernale. Era stato un inverno davvero lungo, tanta pioggia, neve e vento li aveva costretti a rintanarsi sperando che finisse prima o poi. Finalmente era finito, il disgelo era cominciato e tutti, dagli animali alle piante, erano felici.
Anche una piccola lucertola aveva deciso che il letargo era finito e che quel solicino significava una cosa soltanto: la prima giornata da passare fuori a riscaldarsi e a non fare niente di niente. Girando qua e la trovò finalmente il posto adatto a lei, una bella roccia completamente esposta al sole senza che un filo d'ombra si vedesse neanche in lontananza; vi salì, sentì il calore sotto le sue zampette e capì di essere capitata nel punto giusto. Ma qualcuno la stava spiando...
Poco lontano un gatto rosso, i cui padroni abitavano in una buffa casetta vicino, scrutava l'orizzonte in cerca di qualche preda da acchiappare. Non che i suoi padroni non gli dessero da mangiare, anzi, ogni volta che finiva l'inverno aveva messo su una bella pancetta che, come il suo padrone, prometteva di buttare giù un giorno prima o poi; ma l'istinto è istinto e la sua natura di felino predatore lo portava a giustiziare animali come ragni, cavallette, grilli e anche lucertole. Quella mattina però era stata un mezzo fallimento: una cavalletta scappata quando già pregustava il suo sapore in bocca e poi nient'altro, avrebbe dovuto accontentarsi degli avanzi del pranzo.....no no no! “Guarda guarda cosa vedo in lontananza” pensò il tronfio felino “una bella lucertolina uscita ora ora dal letargo. E' mia!”
La lucertola intanto si stava godendo il tepore del sole, una sensazione che pareva aver dimenticato e lentamente stava anche per addormentarsi, quando all'improvviso un rumore destò la sua attenzione. Si voltò di scatto e vide avvicinarsi un gatto rosso, intenzionato a far di lei l'antipasto del suo pranzo. Senza stare troppo a pensarci scappò via ed entrò in un luogo sicurissimo sotto la roccia, dove il gatto non sarebbe mai potuto entrare, neanche con gli artigli.
“Nooooo, che scemo che sono stato, dovevo stare più attento a non farmi sentire, adesso mi toccherà mangiare solo gli avanzi dei padroni...ma non è finita qui!!!!”
“Nooooo, che scemo che sono stato, dovevo stare più attento a non farmi sentire, adesso mi toccherà mangiare solo gli avanzi dei padroni...ma non è finita qui!!!!”
Il felino non aveva tutti i torti, sapeva che la lucertola sarebbe tornata su quella roccia...era il miglior posto per prendere il sole e quegli animaletti ne erano ghiottissimi, sopratutto dopo un inverno così duro.
Il giorno dopo si nascose meglio ed attese.
La lucertola intanto aveva deciso che sarebbe tornata li, era troppo bello il posto, magari sarebbe stata più attenta sapendo che nelle vicinanze poteva esserci quel gatto. Infatti anche quella mattina, ad un certo punto, un rumore diverso dal solito le fece capire che qualcuno stava avvicinandosi e scappò via nel solito posto.
Il giorno dopo la scena si verificò ancora una volta e il successivo lo stesso. La lucertola pensava che, a malincuore, avrebbe dovuto abbandonare quello splendido posto, ma ne avrebbe trovato uno uguale? Nelle vicinanze no, avrebbe dovuto camminare e fare tanta tanta tantissima strada.
(FINE PRIMA PARTE)
(FINE PRIMA PARTE)
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