martedì 13 settembre 2011

L'IMMOBILISMO GALOPPANTE

Stamani cambio di programma, per colazione niente tv accesa, tanto ad "Ominbus" ci sono sempre le solite facce che dicono sempre le solite cose, su Rai3 c'è sempre un documentario sulla seconda guerra mondiale ed in particolare sulla Shoah, sugli altri canali lasciamo perdere...

Giustamente mia moglie mi suggerisce di accendere la radio...ok, mi sta bene, anche perché è da tanto che non ascolto Radio Capital a quest'ora. Carina la trasmissione, simpatico il conduttore, poi parte la canzone ovvero "Svalutation" di Adriano Celentano.
Perbacco, penso io, se non ricordo male questa canzone è di fine anni settanta eppure il testo è sempre attuale; mi rendo conto poi che lo stesso pensiero l'avevo fatto per "Nuntereggae più" di Rino Gaetano. In effetti ascolti e ti sembra di sentire le stesse frasi che senti oggi, tipo:

"Cambiando i governi niente cambia lassù, c'è un buco nello Stato dove i soldi van giù" 
"Io amore mio non capisco perché, cerco per le ferie un posto al mare e non c'è"
"Con il salario di un mese compri solo un caffè gli stadi son gremiti ma la gente dov'è"
 (Svalutation)
"Super pensioni, ladri di stato e stupratori, il grasso ventre dei commendatori, diete politicizzate,
evasori legalizzati, auto blu, sangue blu, cieli blu, amore blu, rock and blues"
"I
l nostro è un partito serio, disponibile al confronto, nella misura in cui,
alternativo, aliena ogni compromesso"
(Nuntereggae più)

Due esempi diversi, ci tengo a specificare: più diretto e per me anche più superficiale quello di Celentano (ma rimangono sempre opinioni), più sottile ma con effetto immediato e con un azzeccato ricorso al nonsense quello di Gaetano (ok, si è capito che mi piace più questo...).
Il punto però è un altro: entrambi i testi se fossero stati scritti al giorno d'oggi avrebbero fotografato abbastanza bene alcuni lati del paese; certo, quello di Gaetano era troppo specifico e legato ai personaggi dell'epoca ma in è anche vero che Roy Paci quest'anno ha riattualizzato il testo e funziona benissimo.
Questo cosa sta a significare? Che sono stati profeti già nella seconda metà degli anni settanta capendo in anticipo come saremmo andati a finire?

Secondo me no, semplicemente significa che negli ultimi 35 anni sono cambiate ben poche cose nel nostro paese ed è inutile specificare quanto sia preoccupante.

I soliti discorsi politici (no a qualsiasi compromesso, siamo disposti al dialogo nella misura in cui...), i soliti discorsi della gente (lo sdegno generalizzato verso la politica che pensa solo a se stessa, il paese che è in crisi ma i soldi per le ferie si trovano sempre e lo stesso dicasi per i ristoranti), il solito ricorso al benaltrismo (i problemi del paese sono ben altri caro mio), le solite soluzioni pronte ed efficaci per risolvere i problemi (saprei io come fare...) e potrei continuare ma mi fermo qui...insomma, una sorta di vero e proprio immobilismo galoppante come recita il titolo...

Quindi?


Quindi mi pare che oltre ad essere un paese a crescita "materiale" pari a zero siamo anche a crescita "culturale" zero.
Tutto ciò, ribadisco, mi preoccupa e neanche poco.
Amen.




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