mercoledì 3 ottobre 2012

30 ANNI FA (e un giorno)...LA REUNION

Oggi voglio raccontarvi una favola, con un giorno di ritardo ed il perché lo capirete poi...

C'era una volta un simpatico complessino che proponeva della musica e dei testi diversi dagli altri.
Ciò che li rendeva davvero speciali agli occhi dei loro fans era, oltre ad un'indubbia bravura a livello musicale, l'originalità dei testi delle canzoni.
Testi a volte ironici, beffardi ma anche colti e profondi con rimandi biblici; la critica snobbava queste piccole opere definendoli testi con maghi, fate e folletti ma chi davvero li ascoltava riusciva a capire come si potessero affrontare temi a sfondo sociale con grande maestria ed originalità...
Ciò che stupiva inoltre di questo complesso era la giovane età: tutti ragazzi di 22-23 anni alle prese con musiche e testi complessi ed elaborati...ancora oggi nessuno capisce come facessero a raggiungere certi livelli.
Gli album si susseguivano a ritmo serrato, le tournee ugualmente, il gruppo viaggiava, suonava, componeva e incideva, nient'altro era concesso. Un brutto giorno però qualcosa si ruppe.
Il cantante capì che forse voleva una vita diversa, soprattutto capì che aveva le idee chiare sul suo futuro musicale ed in questo futuro non erano più contemplati gli altri del gruppo, per cui ognuno prese la sua strada, il cantante si prese una pausa di riflessione, il resto del gruppo no.
Come avrebbero fatto senza di lui?
Ce l'avrebbero fatta, di questo erano sicuri, ed infatti trovarono il cantante nella figura del batterista, pubblicarono un nuovo album (splendido) che incontrò un successo maggiore di tutti gli album fino ad allora pubblicati.
Il cantante?
Lui se la prese con più calma, rilasciò un paio di album nel giro di due-tre anni ma capì che qualcosa non andava, mancava qualcosa alla sua musica, una sorta di vera e propria identità; allo stesso tempo era sempre più infatuato dalle musiche che provenivano dal resto del mondo e dalle possibilità sonore che i nuovi sintetizzatori offrivano ai musicisti...ed allora capì.
Capì che la sua musica doveva riuscire a fondere questi elementi, la canzone pop contaminata da sonorità cosidette etniche rielaborate con le strumentazioni più all'avanguardia. Chiaro no?
L'esperimento funzionò, il successo arrivò ed i due successivi album vendettero bene, ma come sempre finita una cosa il cantante pensava già ad un'altra; nella fattispecie le musiche provenienti da ogni parte del mondo lo attiravano così tanto che si convinse a mettere in pratica un'idea tanto folle quanto affascinante.
Un Festival con artisti provenienti da tutto il mondo, chiamato WOMAD (acronimo per World Of Musica Arts and Dance), un qualcosa però che andava al di là del classico concertone happening allora in voga, in poche parole un fine settimana all'insegna della scoperta di altre culture...
Purtroppo, come spesso gli accadeva, il cantante era troppo avanti per i tempi e, complice anche uno sciopero dei mezzi di trasporto, il mancato appoggio della casa discografica e il battage pubblicitario non proprio all'altezza, il Festival fu un flop ed alla fine i debiti ammontavano a più di 250000 sterline (600 milioni dell'epoca).
Come coprire tutti questi debiti? Mica era diventato una popstar miliardaria...
Ecco allora che l'aiuto, determinante, arrivò dai suoi ex compagni di viaggio che nel frattempo erano diventati una band di fama planetaria: l'ultima data del loro tour, a Milton Keynes, sarebbe diventata una reunion e l'incasso sarebbe andato interamente a lui, in modo da ripianare i debiti.
Certo, erano anni che cercava di fuggire dal suo passato, non voleva più essere identificato come l'ex cantante di quel gruppo, cercava la sua identità e finalmente l'aveva trovata...e allora perché accettare l'aiuto dal suo ex gruppo?
Perché era il modo più efficace, più logico ma soprattutto più bello per risolvere un problema davvero spinoso e ostico.
E allora ecco che in quel giorno di trent'anni fa, precisamente il 2 ottobre 1982, a Milton Keynes bagnata dalla pioggia sin dal primo mattino (e si sa, quando comincia a piovere in Inghilterra), 60000 persone si accalcano per vedere, dopo 7 anni, la reunion, il ritorno della line up per eccellenza dei GENESIS!!!
Non si sa bene come mai ma alla fine la formazione originaria si riunisce solo per i bis dato che Steve Hackett non era stato contattato, ma quello che davvero importava al pubblico era rivedere lui, il grande trasformista Peter Gabriel alla voce, con i suoi travestimenti, le sue mosse, i suoi intermezzi e il suo timbro...
Poi, come spesso succede in questi casi, il concerto non è impeccabile, i sette anni di lontananza si fanno sentire, ognuno ha preso la propria direzione e non ha voglia di guardarsi troppo indietro...però quello che conta davvero è il gesto.
Sarà un commento banale, ma ciò che fecero i Genesis all'epoca fu davvero straordinario. 
Erano un gruppo che suonava ininterrottamente da anni, che avevano accumulato debiti su debiti per fornire spettacoli sempre più belli ed elaborati (mica per droghe, alcool e groupie) e che erano riusciti a ripianare solo da un anno o due.
Avevano cominciato finalmente a guadagnare e quando seppero della disavventura gabrieliana se la sarebbero potuta cavare con i proventi di un singolo o altro. Invece rinunciarono ad un intero incasso di un concerto redditizio (ed all'epoca 60000 persone le avrebbero fatte anche senza Peter) per aiutare un amico in difficoltà, senza pretendere niente in cambio...
E tra l'altro colui che propose l'idea al resto del gruppo fu Phil Collins, uno dei personaggi più detestati all'epoca da parte di una critica rock stupida ed ottusa, ma nel corso degli anni nessuno dei tre ha mai rimarcato troppo l'episodio: in fondo un gesto d'amicizia lo fai e basta, senza pensarci e senza aspettarsi qualcosa.

Qui finisce la favola, Gabriel dopo aver risolto questa faccenda si fece un po' più furbo e il sogno del WOMAD divenne realtà concreta, sotto forma di Festival annuale, dando sempre maggior spazio alle musiche ed agli artisti provenienti dal resto del mondo "non civilizzato".
Trent'anni sono passati da quel giorno, di quel glorioso gruppo restano le ceneri di una tournee celebrativa nel 2007, a cui ho anche assistito; chi più chi meno tutti stanno per meritarsi una meritata pensione dopo aver girato il mondo 25000 volte, alcuni più in salute altri più acciaccati...
Rimane quel gesto, così semplice eppure così grande ed inusuale all'interno di un mondo dove è normale e logico che, come cantavano prima Bessie Smith e poi anche Eric Clapton, nobody knows you when you're down and out...

PS1. Ieri era anche il 62esimo compleanno di Mike Rutherford, bassista e chitarrista del gruppo. Auguri grande Pluto e scusa il ritardo...

PS2. Video obbligatorio...la loro canzone più bella nella versione live del 1973...

 







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