ANTEFATTO
14 Settembre 1991: Monsters of Rock a Modena. Il mio primo concerto, ho da poco compiuto 17 anni , ho superato l'esame di riparazione di matematica, il biglietto del concerto l'ho acquistato cinque mesi prima e da allora è un conto alla rovescia. Il cartellone prevede i Black Crowes (niente male,però all'epoca erano ancora acerbi), i Queensryche (come erano bravi, peccato non li conoscessi tanto!), i Metallica (apoteosi, è da poco uscito il black album e tanti sono lì solo per loro) e, headliner, gli AC/DC. Concerto bellissimo, palco gigantesco, Angus come sempre va da una parte all'altra senza mai fermarsi, il pelatone Chris Slade alla batteria picchia come un ossesso. Come inizio di carriera concertistica non c'è male. Siamo in tanti, tantissimi, si parlerà di 40000 persone. La critica musicale stronca completamente l'evento.
04 Luglio 2001: Dieci anni dopo, di concerti ne ho visti già tanti, sono più grande (ovvio) e nel bel mezzo della carriera universitaria, cominciata con tre anni di ritardo. Anche in questo caso il biglietto l'ho acquistato mesi prima ma all'ultimo salta fuori un problema di non poco conto, ovvero che nello stesso giorno ho un esame (Tecnologia). Allora vado presto in facoltà, le tavole grafiche sono pronte, mi segno per primo, aspetto il professore che stranamente è puntuale (segno del destino); morale della favola alle 10:00 sono fuori con un 30 in più sul libretto, arrivo in Piazza Beccaria e lì ci sono i miei amici ad aspettarmi. Mi tolgo la camicia, sotto ho la maglietta del concerto del 1991, da bravo studente mi trasformo in rocker (per modo di dire) e partiamo alla volta di Torino. Anche in questo caso concerto bellissimo, degna conclusione di una giornata davvero rock per dirla alla Celentano. Oh yes!!! Ah, le critiche al concerto cominciano ad essere positive, ormai si è capito che gli AC/DC sono un'istituzione, niente e nessuno può distruggerli. I più prevenuti cominciano anche ad ascoltarli e si accorgono che è difficile tenere il piede fermo durante una loro canzone.
Da qui facciamo un salto in avanti di nove anni ed arriviamo al...
19 Maggio 2010: Il Grande Giorno è arrivato. Gli AC/DC sono ad Udine nel bel mezzo dell'ennesimo tour mondiale; l'anno prima due date al Forum di Milano sono andate esaurite in pochi minuti lasciandoci a bocca asciutta, ma stavolta i biglietti ci sono, per cui partiamo!!! Non ci sono più esami in mezzo, la laurea è arrivata da qualche anno, il lavoro va così così ma chissenefrega, oggi non si pensa ad altro, si deve solo arrivare ad Udine, fare un salto al Bed&Breakfast già prenotato e poi andare allo stadio.
Il viaggio è lungo, certo, ma è un'occasione d'oro per passare un po' di tempo con due amici che ultimamente non frequentavo tanto (mannaggia a me); così facendo tra una chiacchera ed un'altra (compresa anche una a cui non vogliamo credere più di tanto ma che purtroppo si rivelerà profetica) il tempo passa che è una meraviglia. Qualche sosta in autogrill con gli altri della comitiva (compresa una nuova conoscenza che purtroppo da allora non ho più rivisto se non su FB), qualche foto di gruppo e, dai e dai, arriviamo al Bed&Breakfast in perfetto orario.
Bel posto, carino, un lieve tanfo avvolge l'aria e non so se definirlo il classico odore di campagna oppure il meno nobile puzzo di merda, ma tant'è...ci si passa sopra tranquillamente. Purtroppo stiamo lì un paio d'ore buone a ciondolare ma con la mente siamo già allo stadio e non vediamo l'ora di andarci, ma chi dovrebbe portarci ancora non si vede. Alla fine ce la facciamo, anche se in due viaggi e con un bel po' di coda; quando arriviamo il clima è idilliaco: tanta gente, tantissima, fotografo un manifesto del concerto con su scritto "SOLD OUT" e mi diverto a guardare la fauna variopinta che assisterà al concerto.
C'è un po' di tutto, dal rocker con motocicletta al ragazzino brufoloso con capelli lunghi e t-shirt dei Cannibal Corpse fino a quelli come noi, personcine dall'aria tranquilla e borghese (come mi piace usare termini desueti, fa molto anni '70 ergo vintage...) che sembrano capitate lì per caso...sembrano, perché comunque la nostra divisa ce l'abbiamo anche se si tratta solo di una maglietta!!! Ci separiamo (non è stato possibile prendere biglietti vicini), io ed altri due andiamo in tribuna coperta e ci accorgiamo che siamo in posizione defilata e tutto il palco non riusciremo a vederlo; peggio ancora, il suono che arriva rimbomba sulla struttura che lo rende un pastone unico.
A proposito, ci sono Le Vibrazioni come gruppo di spalla, sono curioso di sentirli me evidentemente sono l'unico perché da inizio fine i quattro vengono subissati dai fischi e si salvano solo invitando il "Metal Guru" Pino Scotto sul palco per una travolgente Rock'n'roll dei Led Zeppelin dedicata al defunto Ronnie James Dio (ancora devo capire il perché di questa scelta ma va bene così...). Questa è l'unica canzone che riesco a distinguere, il resto tra i fischi e il suono orrendo è solo un ammasso di rumori indistinguibili...
Poi alla fine arrivano loro...li vedo scendere da un pulmino (mica da cinque limousine, che miti!!!) e subito cominciano a darci dentro!!! Due ore di concerto spettacolare, un successo dietro l'altro (anche se non hanno eseguito la mia preferita...), un palco bellissimo, luci ed effetti speciali a volontà ma sopratutto un gruppo che, nonostante gli anni, gira ancora a mille. Angus evidentemente deve aver stretto un patto con il diavolo per come riesce, a 55 anni, a sbattersi su un palco da una parte all'altra (tra l'altro per due terzi del concerto rimane in pantaloncini con una temperatura di circa 13-14 gradi...lo facessi io il giorno dopo mi beccherei una bella broncopolmonite) senza mai fermarsi.
Il concerto si conclude con i classici cannoni di "For those about to rock" con il buon Brian che indossa una maglia azzurra regalatagli dal fan club italiano gridando Forza Italia! Le luci si spengono e tutti abbiamo la sensazione che questa sia davvero l'ultima volta che li vediamo in Italia ed un po' di malinconia aleggia sopra di noi. Comunque è stato un gran finale, un bel giro d'onore di una carriera unica ed irripetibile!
Anch'io penso che in fondo sarà, per un bel po' di tempo a seguire, l'ultimo concerto per me...che vedrò!
Di lì a poco infatti nascerà il mio primo figlio e le priorità saranno ben altre...mi piace però che questo sia stato l'ultimo concerto, quasi come se si fosse chiuso un cerchio dopo quasi 20 anni, si comincia e si finisce con il solito gruppo, ganzo!!!
Ho visto tre volte gli AC/DC, in tre momenti importanti della mia vita ed in certo senso è stato come se mi avessero accompagnato dall'essere un ragazzino fino alla maturità. Niente male, mi viene da pensare, glielo spiegherò un giorno a Guglielmo quando lo inizierò alla buona musica...
Il giorno dopo faccio incetta di giornali...Repubblica dedica un ampio resoconto del concerto con tanto di elogi e non posso fare a meno di pensare come sia passato il tempo e di come tanti pregiudizi siano stati superati!!! Se ripenso agli articoli dei primi anni novanta, sempre dei soliti critici, mi viene anche un po' di nostalgia, quasi quasi mi mancano gli insulti e le prese in giro...
Questo è quanto, ripartiamo alla volta di casa, il viaggio di ritorno come sempre è più breve (vattela a pesca come mai), la sera mi aspettano le prove con il gruppo. Glielo dirò del concerto, mi faranno anche un sacco di domande, poi si tornerà al repertorio fatto di DeGregori, Vecchioni, Pink Floyd e, come concessione alla musica dura, "Proud Mary" dei Creedence Clearwater Revival!
PS. Quella che doveva essere l'ultima tournee a quanto pare non lo è stata; in questi giorni, in un'intervista a Repubblica, hanno fatto capire che ce ne sarà un'altra...e logicamente io ci sarò!!!
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