domenica 31 luglio 2011

PREPARIAMOCI ALL'ESODO...

Quando ero piccolo mi ricordo che il vocabolo tormentone era appunto "tormentone" riferito al classico hit estivo che sentivi dappertutto, dal Festivalbar (A proposito, non lo fanno più? Non che mi manchi, sia chiaro...) alla radio per finire ai juke box.

Oggi i tempi sono cambiati, il tormentone estivo non è più il termine stesso "tormentone" dato che non esiste più la classica canzone che senti per tre mesi a diritto, ma la televisione ha compensato questa mancanza coniando un nuovo sinonimo (che poi nuovo non è) relativo alla partenze ed ai rientri dalle vacanze, ovvero ESODO E CONTROESODO.

Il termine biblico ESODO fa venire in mente uno spostamento di massa di un'intera popolazione da un luogo ad un altro e questo è ciò che dovrebbe succedere in agosto, almeno seguendo i vecchi usi del popolo italico.
Infatti un tempo era così, il 1 agosto le città si svuotavano e fino a dopo il 15 non trovavi nessuno (la scena iniziale de "Il sorpasso" girata in una periferia romana deserta a ferragosto rende bene l'idea) e quando dico nessuno dico manco mezza anima viva (lo dico visto che, ahimé, io le vacanze le passavo sempre a casa).
Solo che oggi non è più così...la crisi, le ferie scaglionate, la città più vivibile e tranquilla...insomma, le partenze oceaniche di un tempo sono solo un ricordo.
Ma tutto questo i mezzi d'informazione proprio non vogliono accettarlo; per cui ecco che al primo fine settimana critico vengono sguinzagliati centinaia di giornalisti ai caselli autostradali, alle stazioni dei treni, agli aeroporti e, puntuale, qualcuno in collegamento dalla sede della Società Autostrade.
Gli ultimi sono probabilmente i migliori, costretti ad inventarsi code chilometriche mentre negli schermi alle loro spalle si vede un traffico scorrevole ma anche gli altri non sono da meno, belli presi ad intervistare i soliti ignoti in partenza per chissà dove e di cui, almeno a me, non me ne può fregar di meno.

E' così che passano 5-10 minuti di un telegiornale che in media ne dura 30, magari potrebbero approfittarne per darci qualche notizia in più di attualità o dal mondo, ma evidentemente più ne sappiamo sul presunto esodo e meglio è per tutti.

Forse.

3 commenti:

  1. Il Festivalbar non lo fanno più perchè non ci sono più i soldi, nè l'organizzatore a farlo. Vendeva parecchio all'epoca.

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  2. Ah, mi sembrava...in effetti non ha più senso in un periodo come questo, però mi ricordo che quando ero piccolo (anni '80) era importante quasi quanto Sanremo (e altrettanto ridicolo)....

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  3. Era anche più importante. Quando lavoravo nel negozio di dischi si aspettava con più ansia l'uscita dei dischi di Festivalbar. Due compilation doppie con esattamente quello che la radio passava di più al momento.

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