venerdì 27 luglio 2012

DEI BISCOTTI (PRESUNTI) E DEI CARICHI DI LETAME (SICURI)

Non potevo certo saltare questo argomento da tifoso juventino.
Ho deciso solo ora di scrivere perché un po' di rabbia l'ho smaltita, ma mica tanta...
Allora, sintetizzo il mio pensiero facendovi una confessione: una volta tanto sono d'accordo con Marco Travaglio.
Nella sua faciloneria calcistica, tipica del fanfarone da bar (in questo caso non certo un bar dello sport quanto piuttosto un bar trendy tipo pubblicità del campari soda), riduce la sua fede bianconera (o presunta tale) al periodo pre-Moggi, quello di Boniperti ed Agnelli per intendersi: questione di stile, quello passato, o di ostile, quello attuale.
Ed allora vi dirò che anch'io, oggi, sento la nostalgia di quella Juventus.
Si perché, parliamoci chiaro, una vicenda paradossale, comica e ridicola come quella di stamani, che tra l'altro si protrae da mesi, a quei tempi non l'avrebbero mai fatta passare alla Juventus.
Ecco di cosa ho davvero nostalgia: del potere che aveva quella Società.
Sicuramente era dovuto al fatto che in cima a tutti c'era un certo Avvocato Gianni Agnelli, emerito figlio di buona donna ma sicuramente l'uomo più potente d'Italia, fatto sta che chi comandava nel circo pallonaro, mondo pieno di ipocrisie, di marciume e di falsità, era Boniperti.
C'era un giovane promettente? I presidenti, soprattutto quelli delle squadre minori, chiamavano Boniperti che  nel giro di un paio di giorni sistemava la questione contratto, naturalmente a suo favore (chiedere anche a Del Piero).
C'erano giornalisti che rompevano le palle? Boniperti entrava negli spogliatoi e sulla lavagna segnava i nomi di costoro a cui nessun giocatore doveva rispondere. I giocatori obbedivano. Quando si è scoperta questa cosa? L'anno scorso, lo disse Prandelli in un'intervista.
Durante l'allenamento scoppiavano risse tra giocatori? I giornalisti non riportavano niente sui loro giornali.
Contemporaneamente si poteva permettere anche il lusso di non alzare mai la voce, mica ce n'era bisogno, e da buon piemontese ostentare un certo stile fatto di battute raffinate, mai volgari, e di un comportamento all'apparenza irreprensibile.
La Società era odiata, ed uno nato a Firenze lo sa meglio di tutti, ma allo stesso tempo rispettata e temuta.
Se toccavi la Juventus in poche parole erano cazzi tuoi.
Poi piano piano se ne sono andati via tutti, l'ultimo è stato Umberto Agnelli nel 2004. Da allora è successo il finimondo, anche se già qualche avvisaglia l'avevamo avuta nella seconda metà degli anni '90 quando l'Avvocato si fece da parte, vedi processo doping.
Comunque, caduti gli ultimi baluardi ecco che i plebei hanno conquistato, saccheggiato, depredato e umiliato una Società gloriosa come la Juve.
Prima con la vicenda denominata Calciopoli, ovvero come ti prendo 21 intercettazioni su 120000, te le sbatto in prima pagina e mando all'inferno la squadra campione d'Italia.
Poi con le umiliazioni post Calciopoli, l'onta della serie B, i campioni svenduti a prezzi di saldo, il Milan che era pappa e ciccia con noi ma viene graziato e l'anno dopo vince la Coppa Campioni, scelte dirigenziali sciagurate e mi fermo qui.
Poi succede qualcosa di strano. Il nuovo Presidente, Andrea Agnelli, uno che ci capisce di calcio ma che purtroppo non ha il potere del padre, sceglie Conte come nuovo allenatore e...tah dah, la squadra torna a sorpresa a comportarsi da Juventus.
Cavoli, lo scudetto era già assegnato al Milan dei meravigliosi in partenza, cosa ci inventiamo?
Innanzitutto un'inchiesta sul nuovo stadio, vanto della società dato che siamo i primi in Italia ad averlo. Acciao scadente dicono, tutte balle, dopo quasi un anno non si sa più niente ma intanto il tam tam mediatico ha avuto il suo successo.
Poi siamo ai giorni nostri. Il caro Sig. Palazzi, colui che ci condannò nel 2006 in due giorni e che invece aspettò un anno per leggere il nostro esposto sullo scudetto all'Inter, in modo da far scattare la prescrizione, si inventa questo nuovo personaggio, una nullità umana chiamata Filippo Carobbio (che ora chiama amorevolmente Pippo).
Il 25 febbraio scorso Conte, nel sottopassaggio di S.Siro, litiga con Galliani dandogli del mafioso.
Il 28 febbraio Palazzi ottiene da Carobbio la confessione circa un coinvolgimento di Conte nella vicenda scommesse.
Il resto è storia di ieri.
Ecco, sono sicuro che un trattamento del genere la Juventus di Boniperti e di Agnelli non l'avrebbe mai ricevuto, sia da parte della FIGC e della Giustizia Sportiva, sia da parte dei tanti giornalai pennivendoli pennuti che pullulano questo mondo pieno di avvoltoi e di squali.
Intanto sono costretto a vedere l'ennesimo carico di letame gettato sulla Juve per la gioia di tanti dementi antijuventini, che tra l'altro un mese fa esaltavano Buffon e Pirlo in nazionale.
Ah già, ma lì il merito era tutto di Prandelli...
Che tristezza, che tristezza...


Nessun commento:

Posta un commento