Come da titolo, citando un celebre pamphlet di Tom Wolfe (quello de "Il falò delle vanità").
Aggiungo anche una domanda rivolta a voi lettori.
Avete per caso figli, fratelli, sorelle, cugini/e, amici, amiche, conoscenti, cani, gatti o licaoni che vogliono iscriversi ad Architettura?
Bene, sconsigliateglielo!
Vi spiego il perché.
Bene che vada si prospettano cinque anni, minimo, di esami che tutti gli altri (che non studiano Architettura) riterranno facili e divertenti...e questo è molto importante anche per il proseguimento.
Uno si troverà a dover fare salti mortali, nottate intere davanti al pc (io le facevo sul tecnigrafo) per i capricci di un professore o di un assistente che magari il giorno dell'esame farà finta di non ricordarli.
Andrà avanti a caffè, sigarette e tranci di pizza per giorni interi, impazzirà per trovare i materiali giusti per il plastico e sarà una guerra continua di nervi fino a quando non appoggerà tutto il materiale d'esame nell'aula (a quel punto l'esame è un pro forma), dopo aver dilapidato una cifra spaventosa di vaini.
Poi crolla, si riposa qualche giorno e via subito su un altro esame...completamente diverso, spesso un inutile esame di urbanistica che serve solo per dare la cattedra al professorino di turno; oppure i famigerati esami scientifici, veri spauracchi di tutti gli studenti, mesi e mesi passati a cercare di risolvere studi di funzione, derivate, limiti, integrali doppi e tripli, alla fine esultando per un 19 dato a compassione.
Ci sono poi i tanti concetti che ti inculcano dal primo giorno, il fottuto Genius Loci, il vecchio che deve dialogare con il nuovo (dopo 15 anni dall'inizio dell'università ho finalmente deciso che tale concetto è una cagata pazzesca!), le smorfie dei professori sui progetti (il "manca quel qualcosina ma non so cosa e in fondo cosa me ne fotte a me? Mo' so cazzi tuoi e non ti faccio fare l'esame!") che ti fanno sudare freddo, le ore passate in facoltà aspettandoli per le revisioni (manco fossero rockstar), quei sarchiaponi di professori/professionisti che ti mandano a rilevare un rudere con rovi alti tre metri e vipere annesse solo perché gli serve per lavoro, il numero esagerato di esami e di mezzi esami che sono necessari per arrivare a quella merda di pezzo di carta.
Poi ti laurei...bello, bello, bellissimo, magari quel giorno ti senti il Re del Mondo ma la fregatura è dietro l'angolo!
Entri nel mondo del lavoro.
La laurea non te la guardano neanche.
Sai disegnare? Ok.
Hai spirito d'iniziativa (leggi sei disposto a lavorare a gratis 10 ore al giorno)? Ok.
Uno così comincia a lavorare, in fondo un periodo così lo passano tutti, poi vedrai che ti insegnano il mestiere, ti mandano in cantiere...eh?
Scordatelo, ti tengono 10 ore davanti a quel fottuto computer e rizzati.
Quando non servi più ti scaricano.
Poi parli con la gente e ritorniamo al discorso iniziale della facilità degli esami. Così come quelli erano facili anche il lavoro dell'Architetto è facile, tutti riescono a farlo.
Perché questo, dovete sapere, non è un lavoro come l'Ingegnere, il Medico, l'Avvocato o anche il programmatore PC. In questi casi nessuno osa mettere bocca, verrebbe subito zittito con termini a lui completamente astrusi.
Ma l'Architetto?
Innanzitutto la gente si domanda: "Ma che differenza c'è tra un geometra ed un Architetto?"
Tu rispondi: "La stessa che c'è tra un infermiere ed un chirurgo. Ti faresti operare da un bravo infermiere?"
Dovrebbe bastare come risposta ma il risultato è che nell'edilizia comandano gli infermieri.
Inoltre il lavoro dell'Architetto è facile, tutti sanno come spostare due muri, tutti si sentono degli artisti quando si tratta di rimettere casa; il risultato poi, 90 volte su 100, è un obbrobrio assoluto, ma tant'è, a loro va bene.
Infine, spesso e volentieri il lavoro è in mano ai geometri ed agli ingegneri, anche quando si parla di progettazione architettonica, agli Architetti vengono lasciate le briciole...tranne quando c'è da parlarne male.
Quando si parla di orrori architettonici si parla sempre di un edificio isolato, progettato da un Architetto ovviamente, mai dei tanti quartieri venuti su come funghi senza un minimo di studio, mai che ci si scagli contro quel maledetto proliferare di villette con i nani in giardino e le persiane in pvc.
Il mio consiglio è questo.
Volete studiare Architettura?
Non lo fate, ma se proprio ne sentite il bisogno...via dalle palle, all'estero!
Questo è un paese per geometri!
e il bello è che ve lo dice un geometra!
RispondiEliminaproprio ora stavo appunto riflettendo su questa cagata di laurea che ho preso studiando fuori sede e facendo spendere un patrimonio ai miei. dire a firenze che sei architetto è come dire a olbia che fai il pescatore, cioè sei un disoccupato. e il bello è che per essere così disoccupata ho studiato per una laurea quinquennale... bastava restare ad olbia e andare ad arsellare qualche pomeriggio con risultati molto più brillanti: non mi sarebbe venuta la gobba. questa amara constatazione la facevo un attimo prima di vedere il tuo articolo e tutto ciò perchè sono fresca fresca di festa di laurea e mentre erano tutti felici quelli che avevano un'ombra eravamo io e il suo ragazzo, gli unici 2 laureati. ma non abbiamo detto nulla perchè non si può rovinare una festa ma soprattutto pensi che questa volta sarà diverso... tanti auguri serena!
perania
Sante parole non c'è nulla di più vero...aggiungo tra le cose che si potrebbero inserire il rapporto di lavoro che si puo instaurare tra amici e parenti....il piu delle volte assolutamente gratuito....e quindi bagni di sangue ovunque, il problema è che stare dietro anche ad un piccolo intervento 'casalingo' per fare una 'cortesia' ad un amico non si esaurisce in mezz'ora (come potrebbe essere parimenti la visita un amico medico per esempio) ma in decine e decine di ore tra sopraluoghi, ipotesi di progetto, sviluppi, capitolati, contatti con imprese e tecnici, ecc.....e questa cosetta fanno sempre finta tutti di non capirla...
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