"Di cosa posso parlare stasera nel blog? Non ho voglia di riparlare di calcio sennò sono monotematico, di politica lasciamo perdere, la rubrica del simpatico motivetto l'ho aggiornata ieri, del cosiddetto caldo boia ne ho già parlato (e poi sai che originalità)...insomma, non so che scrivere..."
"Parla della crisi di mezza età"
"Ah..."
Ecco il breve colloquio che ho avuto poco fa con mia moglie, vera musa ispiratrice del sottoscritto.
Io non riesco a trovare un argomento leggerino da sere d'estate e lei mi spiattella nel viso la famigerata midlife crisis per dirla come gli inglesi. Roba da denuncia.
Ma tant'è, forse ne avrei dovuto parlare tra poco più di un mese, quando arriverà il mio compleanno (per la precisione il 3 settembre e se qualcuno se ne scorda gli faccio passare una serata con Cecchi Paone), ma forse è meglio anticipare ed in un certo senso pure esagerare.
Bene, partiamo dalle certezze.
Il prossimo mese compio 38 anni, i capelli progrediscono costanti verso il brizzolato, la pancetta aumenta o rimane quantomeno stabile come lo spread grazie a dolciumi e bibite gassate, sono sposato, ho un figlio.
Perfetto, ci sono tutti i requisiti per una sana ed onesta crisi di mezza età.
Intendiamoci, rispetto a qualche anno fa le cose sono cambiate ed anche di molto.
Quando, eoni ed eoni fa, ero ragazzino, a 30 anni uno era già sistemato, a 40 ormai era un cosiddetto matusa in giacca, cravatta, capelli con la brillantina e una moglie annoiata, acida e perennemente con la maschera in faccia, giusto per ingraziarsi il giardiniere di turno.
Oggi no, a 30 anni siamo ancora ragazzi, a 35 uguale e lo stesso anche a 40.
Quindi ha senso farsi venire questa crisi se ancora potrei definirmi un ragazzo?
Ma si, in fondo ho bisogno di sentirmi legittimamente in crisi per un motivo ben preciso: tengo buona memoria.
Non sono poche le volte che mi metto a ricordare episodi di quando ero ragazzo e devo dire che ricordo benissimo anno e mese (il giorno no, non arrivo fino a questo punto) e non sono neanche troppo sfocati come quelli di quando ero bambino. No no, sono belli nitidi, a volte sembra siano successi l'altro ieri e poi...cazzo, sono passati 20 anni!
Ricordo benissimo il mio esame di maturità...18 anni fa.
Ricordo benissimo il concerto dei Guns N'Roses a Torino...20 anni fa.
Ricordo benissimo una maglietta che avevo con una frase dei Rolling Stones...23 anni fa.
Ricordo benissimo le sberle di mio padre quando venni bocciato...22 anni fa.
Capperi sotto sale, il tempo sta passando troppo alla svelta, come diceva Lucio Dalla "sono pochi gli anni, forse sono solo giorni e stan passando tutti in fretta e in fila, non c'è uno che ritorni".
E poi mi viene anche da fare paragoni, del tipo: mio padre alla mia età cosa aveva raggiunto e come si sentiva? E tanti altri personaggi? A parte Alessandro Magno morto ormai da 15 anni, ma John Lennon come si sentiva a 38 anni? E Phil Collins? Ma soprattutto, come li vedeva la gente?
Io me li ricordo come uomini già grandi, di una generazione che io reputavo già troppo vecchia per me ed i miei gusti ed a volte fantasticavo di come mi sarei sentito a quell'età.
Ecco, ci sono arrivato, gli anni sono passati, le esperienze si sono stratificate nel tempo, ho cercato di essere tutto ed il contrario di tutto ma alla fine mi sembra sempre di essere ad un punto di partenza, come se tutto quello che ho provato a costruire non valesse niente. E puntualmente entro in crisi.
Quindi, non è che soffra di quella che chiamano Sindrome da Peter Pan, il non voler invecchiare, non rinunciare al divertimento e restare sempre eterni ragazzi; non mi interessa tanto il passato in quanto tale, detesto i "noi che..." e le rievocazioni nostalgiche (quasi sempre, sono pur sempre un essere umano), solo che a questa età mi aspettavo ben altre cose o forse mi aspettavo di essere diverso io stesso, chi può dirlo?
Lo so che John Lennon diceva, cantando la ninna nanna al figlioletto Sean, "la vita è quello che ti capita mentre sei indaffarato a fare altri progetti", ma uno ai propri sogni ci tiene e quando si accorge che forse non potranno ancora realizzarsi non la può prendere bene.
Detto questo rimango pur sempre il solito demente che scrive minchiate su questo spazio virtuale.
Crisi o non crisi alcune certezze me le tengo strette strette e ve le elenco, a parte quelle affettive: la mia pancia, i miei capelli brizzolati, la passione per le bibite gassate, il tifo per la Juve, le zanzare che mi mangiano, i miei dischi ed i miei cd e questo spazio dove scrivere i miei deliri...
Alla faccia della crisi di mezza età...
te l'ho mai scritto che sei un grande ?
RispondiEliminami associo a gli auguri per A.C. e a una abbondante diarrea a chi so io...
E' davvero un onore ricevere i complimenti da un mito come il Magoggo!!! :-)
RispondiEliminaGrazie davvero, comunque a "chi so io" augurerei qualcosa in più di una semplice diarrea, anche se abbondante...qualcosa che compensi l'ulcera che sta venendo a noi gobbi...