giovedì 12 luglio 2012

MADE IN ITALY? SI, GRAZIE...A REPORT!

Tutto sommato mi sembra che questa notizia sia passata in sordina.
Peccato, veramente peccato, perché è una di quelle notizie che dovrebbero farci contenti.
Qual'è?
Eccola qua:
http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/flash/94e2e8e2-cbd1-11e1-b65b-6f476fc4c4c1.shtml
Ve la ricordate questa vicenda narrata a Report un po' di tempo fa?
In sostanza: la puntata parlava del cosiddetto Made in Italy e di come aziende famose nel settore dell'arredamento si avvalessero della manodopera di ditte cinesi in Italia, a costi nettamente inferiori dato che queste non rispettavano le norme di sicurezza e altre quisquilie varie come pagamento dei contributi ecc...insomma, vai alla voce lavoro in nero.
Il tutto a scapito delle ditte nostrane, in questo caso di Forlì, specializzate nella produzione di divani che, seguendo le regole, costavano troppo.
In molti hanno dovuto licenziare, chiudere bottega senza che qualcuno alzasse la voce.
Le associazioni di categoria? Nisba.
I sindacati? Manco per idea.
I marchi famosi che davano in subappalto? Non vedevano, sentivano o parlavano, come le tre scimmiette.
Due donne però non ci sono state.
Hanno fatto la loro bella denuncia, si sono rivolte a Report (santa trasmissione, pago volentieri il canone Rai per questo servizio) ed hanno ottenuto i riflettori (ed a questo punto anche l'appoggio di coloro di cui sopra).
Ieri la sentenza di primo grado.
E' solo l'inizio, speriamo che l'appello e la cassazione non cambino idea, però quando si sentono certe notizie non si può non essere contenti.
Il mio pensiero, oltre che a queste due donne (e non è un caso che quando c'è da tirare fuori gli attributi le donne sono sempre in prima fila) ed ai loro dipendenti, va anche alle tante persone che lavorano nel settore dell'arredamento dalle mie parti (Quarrata, provincia Pistoia) che hanno risentito, oltre che della crisi, anche di questa concorrenza sleale.
Loro continuano a lavorare in modo corretto e professionale (e la differenza si vede), a chi collabora con certi personaggi viene tolto il saluto, forse se partissero anche loro con qualche denuncia non farebbero male!
Il precedente già c'è.
PS. Il mio umile consiglio, anche da Architetto: per gli arredi cercate, se possibile, il Made in Italy...quello vero. Pagherete un po' di più, neanche tanto a dire la verità (se avete amici Architetti, Geometri o Ingegneri vi indicheranno i posti giusti dove farvi avere anche un po' di sconto), in compenso avrete un prodotto di qualità che non dovrete gettare nel cassonetto dopo due o tre anni e poi saprete chi l'ha fatto.
Non c'è paragone.


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